Col cavolo che è morto il talk-show politico

Per Michele Santoro la tv generalista fa schifo

Per il Venerdì di Repubblica l’intervista concessa da Mario Monti a Porta a porta è stata «l’ultimo fuoco della pirotecnica stagione della politica in tivù». Ora col governo tecnico sono tutti d’accordo, tutti sobri, fine della rissa, addio talk-show. Per fortuna a difendere il genere è rimasto Michele Santoro, che interpellato dalla rivista ha detto: «È solo una contingenza, un calo di tensione momentaneo. E la tv generalista è tutta in stato confusionale. Eccetto poche cose, Fiorello, Report, Iacona, Ballarò, Fazio, fa schifo».

SHARE. Sarà una contingenza, però questo calo di tensione fa male, a giudicare dal ribasso di share registrato dalla trasmissione di Santoro (dal 12 al 5 per cento, ma qui ci si augura che sia colpa del ponte dell’Immacolata; del resto si sa: italiani ricchi, ristoranti pieni, vacanze a Cortina, Santoro per una volta no). Comunque la vera vittima è Fiorello. Non serve schierarlo tra le milizie della tv comunista per salvarlo. È ingiusto, anche perché la tv generalista non fa schifo. Ci sono per esempio Giletti, Marzullo, le repliche dei Chips, le televendite dei quadri, Maurizia Paradiso, Santoro.