Cina. Ordine ai cristiani: via le foto di Gesù, al loro posto quelle di Xi Jinping

È quello che il partito comunista ha imposto a molti cristiani: altrimenti non otterranno i finanziamenti vitali per la sopravvivenza del fondo nazionale anti-povertà

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CINA: PREGHIERA IN CHIESA CRISTIANA.   Church member prays and sings on her knees during a service at a rural Christian church in northern Jiangsu Province in this fiel picture dated 11 February 2006 and made available 18 February. The church serves a 1,500-person congregation and has daily services. The congregation is comprised of 80 percent women, mostly very poor.  Although the actual number of Christians in China is difficult to verify, current conservative estimates are at over 60 million people and growing, making China home to one of the larger Christian communities in the world.  Ariana Lindquist  ANSA-CD

Togliete le immagini di Gesù Cristo e della Madonna, sostituitele con quelle del segretario del partito comunista Xi Jinping e potrete ricevere i fondi per la lotta alla povertà. È quello che si sono sentiti dire migliaia di cristiani in decine di piccoli villaggi del sudest della Cina.

«CRISTIANI IGNORANTI». Una delle promesse del presidente Xi per raggiungere il “sogno cinese” è creare una società “moderatamente prospera” e sconfiggere la piaga della povertà entro il 2020. I miliardi stanziati dal governo per farlo sono moltissimi ma la politica ha delle regole, come spiegato al South China Morning Post da Qi Yan, a capo del congresso del popolo di Huangjinbu: «Molti nuclei sono diventati poveri a causa di malattie che hanno colpito i membri della famiglia. Molti pensano che Gesù possa curare queste malattie ma è solo superstizione. Solo il partito comunista e il segretario generale Xi possono aiutarli. I cristiani sono degli ignoranti, credono che Dio sia il loro salvatore».

TOGLIERE I CROCIFISSI. Il partito di Huangjinbu ha distribuito alla popolazione mille ritratti di Xi, perché li appendano in casa, senza però obbligare i cristiani a togliere le immagini religiose, a detta di Qi. Ma un residente di un’altra città, Yugan, ha rivelato: «È usanza in molte famiglie appendere al portone di casa per il Nuovo anno lunare (il capodanno cinese che nel 2018 si festeggerà il 16 febbraio, ndr) versetti del Vangelo o crocifissi. Tutti sono stati costretti a toglierli perché non c’era altro modo. Se non avessero accettato di farlo, non avrebbero avuto accesso al fondo anti-povertà» fondamentale per la sopravvivenza delle famiglie.

CULTO DELLA PERSONALITÀ. L’iniziativa fa parte della nuova intensa campagna di propaganda che mira a sviluppare il culto della personalità nei confronti di Xi Jinping, elevato dall’ultimo Congresso allo stesso livello di Mao Zedong. Il “pensiero di Xi Jinping” è stato iscritto nell’ideologia guida della Costituzione e almeno 20 università cinesi hanno aperto istituti di ricerca sul tema con l’obiettivo di «diffonderlo nelle imprese, nei quartieri e nei villaggi perché entri nelle menti e nei cuori di tutte le persone».

«SINIZZARE LE RELIGIONI». Il XIX Congresso del partito, che si è chiuso il 24 ottobre, non ha portato buone notizie per i cristiani. Xi si è rafforzato enormemente e con lui anche la sua teoria secondo cui è necessario «sinizzare le religioni», cioè farle «aderire alla leadership del partito, perché si rafforzi la posizione attuale del partito». Nel suo discorso di apertura del Congresso, inoltre, Xi ha ribadito che il partito continuerà a seguire il principio secondo cui «le religioni in Cina devono essere cinesi nell’orientamento e provvederà a guidarle così che possano adattarsi alla società socialista». Questa politica, nei fatti, ha già portato negli ultimi anni alla scomparsa di sacerdoti a vescovi, alla demolizione di migliaia di croci e chiese nella provincia di Zhejiang, all’installazione di telecamere nei luoghi di culto e addirittura al divieto per i cristiani di mandare i figli a catechismo.

Foto Ansa

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