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Cina. Muore a 97 anni il vescovo Fan, ausiliare di Shanghai arrestato ai tempi di Mao e mai più liberato
Ć morto ieri all’etĆ di 97 anni monsignor Giuseppe Fan Zhongliang, vescovo sotterraneo di Shanghai. Il vescovo coadiutoreĀ che il partito comunista cinese non ha mai riconosciuto, come riportaĀ AsiaNews,Ā ha passato 30 anni della sua vita ai lavori forzati o in prigione e altri 20 agli arresti domiciliari. Era gravemente malato da dieci anni.
CAMPI DI LAVORO. Monsignor Fan ĆØ nato nel 1918, ĆØ entrato a far parte dei gesuiti nel 1938 e diventato sacerdote nel 1951. Nel 1955, dopo la presa del potere in Cina da parte di Mao Zedong, come tanti altri sacerdoti che non accettavano di rinnegare l’autoritĆ del Papa, ĆØ stato arrestato e mandato ai campi di lavoro forzato insieme al vescovo di Shanghai Ignazio Gong Pinmei.
DUE VESCOVI. Nel 1985, monsignor Fan ĆØ diventato vescovo coadiutore e quando nel 2000 il vescovo di Shanghai Ignazio Gong ĆØ morto, Giovanni Paolo II l’ha nominato vescovo ordinario. Il partito comunista cinese, però, giĆ dal 1985 aveva nominato senza autorizzazione papale vescovo della cittĆ Ā monsignor Aloysius Jin Luxian, disconoscendo Fan. Monsignor Jin, morto l’anno scorso, si era riconciliato con il Papa nel 2005.
MA DAQIN AGLI ARRESTI. Con la morte di Jin e di Fan, resta un solo vescovo a Shanghai: Taddeo Ma Daqin. La storia di Ma ĆØ giĆ nota ai lettori di tempi.it:Ā consacrato vescovo ausiliare di Shanghai il 7 luglio 2012, ĆØ stato arrestato il giorno della sua ordinazione dalla polizia dopo aver annunciato con grande coraggio davanti a tutti i fedeli che avrebbe abbandonato lāAssociazione PatriotticaĀ (il surrogato comunista della Chiesa cattolica in Cina).
Prima è stato rinchiuso nel monastero di Sheshan «per riposare», poi privato della possibilità di uscire in pubblico e dire Messa per due anni e infine il titolo di vescovo gli è stato revocato, mentre il partito continua a obbligarlo a partecipare a sessioni di studio di marxismo. Per il Vaticano, però, monsignor Ma continua a essere il legittimo vescovo di Shanghai.
CHIESA COMUNISTA CINESE. Il regime comunista cinese ha sempre cercato di elevarsi a capo dellaĀ Chiesa cattolica in Cina, non riconoscendo l’autoritĆ del Papa. Per questo si intromette spesso nella nomina dei vescovi. Alcuni esempi recenti: il 20 novembre ha ordinato vescovo diĀ ChengdeĀ (Hebei) Guo Jincai, senza lāapprovazione del Papa; il 7-9 dicembre 2010 ha convocato Ā lāVIII Assemblea dei Rappresentanti Cattolici a Pechino, non riconosciuta dal Vaticano, con il sostegno massiccio di forze di polizia; il 29 giugno 2011 ĆØ stato ordinato senza lāapprovazione del Papa il vescovo diĀ LeshanĀ (Sichuan) e il 14 luglio quello diĀ ShantouĀ (Guangdong); molti vescovi legittimi sono stati obbligati a eseguire ordinazioni illecite, che li espongono alla scomunica, comminata dalla Chiesa anche a tutti i vescovi illegittimi a norma del canone 1382 del Codice di Diritto Canonico.
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4 commenti
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Davvero un grande uomo, rinchiuso solo perchĆØ non voleva cedere al comunismo.
Sarebbe bello che cerrti soggetti arroganti di oggi che vogliono imporre le loro idee (neanche lontanamente coraggiosi) , prendessero esempio.
Riposi in pace, un grande uomo di cui bisognerebbe conoscere di più.
Un Grande! Spero che ce lo facciano conoscere presto meglio.
Penso che la Cina sarĆ il futuro del cattolicesimo, il sangue dei martiri porta sempre un grande frutto. Il comunismo in versione cinese non ha scampo. Nel frattempo prendiamo esempio da questi grandi uomini.