“Chip ergo sum”. Ecco come sarà l’uomo dopo l’uomo

Nel numero di Tempi di gennaio 2019 un’intervista al prof che si è hackerato dopo essersi impiantato un chip nella mano e altri racconti dalla transumanità futura

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La copertina del numero di Tempi di gennaio 2019 è dedicata al “caso” del professor Mark Gasson, il ricercatore britannico che – primo uomo al mondo – si è hackerato da sé dopo essersi impiantato un microchip nella mano.

Il dispositivo introdotto nel proprio corpo dallo scienziato sostituisce password, chiavi, tessere magnetiche. «L’ho infettato con un virus e mi sono sentito violato», racconta nell’intervista a Tempi Gasson stesso. Il quale però, pur sottolineando i rischi impliciti nella “fusione” tra l’uomo e la macchina, insiste a sottoscrivere una visione “transumanista” del futuro e rilancia: «Il cyborg sarà libero dai limiti del corpo umano. Non è forse questo il sogno di tutti?». Una domanda inquietante alla quale abbiamo provato a rispondere nel nuovo numero del mensile. Anche con un intervento di un esperto della materia come il professore Antonio Allegra.

COSA C’È NEL NUMERO

Gli abbonati a Tempi, in attesa che il numero di gennaio arrivi nelle loro case, possono già sfogliare la rivista in formato digitale nell’area riservata del sito. Agli altri, invece, non resta che abbonarsi qui. Ecco una guida ai servizi, alle rubriche e ai commenti contenuti nel nuovo numero di Tempi.

Copertina del numero di gennaio 2019 di TempiPRIMALINEA

Dove c’è lavoro e bellezza, lì c’è il Veneto
Gelosa della propria identità («a casa mia comando io, rispondo solo al parroco»), lavoratrice ma col gusto per la teatralità, orgogliosa e generosa. Scorribanda nella regione che sposa fatturato e poesia
di Francesco Benati

Dateci l’autonomia e solleveremo l’Italia
Intervista al governatore Luca Zaia: «Siamo pronti a gestire competenze e risorse. Metteremo in atto il regionalismo pensato da Sturzo, De Gasperi e Einaudi»
di Francesco Benati

Le fatiche quotidiani dei pionieri del Nordest
Girotondo di opinioni tra imprenditori veneti che vedono la ripresa, ma devono fare i conti con le carenze infrastrutturali del paese
di Gianluca Salmaso

ESTERI

Dai Fratelli mi guardi Allah
Gli islamisti delle primavere arabe sono la minaccia più concreta al potere dei sovrani sauditi. Ed è la guerra contro di loro il vero movente delle famose “riforme” politico-religiose del principe Mbs. Compresa la concessione della prima Messa legale nel regno
di Rodolfo Casadei

Mi chiamo 42
Un anno in una prigione nordcoreana. E poi due in un campo di rieducazione. Le botte, le umiliazioni, la solitudine, l’alienazione. La morte come unica aspettativa. Una cristiana sopravvissuta alla ferocia del regime comunista racconta la sua persecuzione a causa della fede

COPERTINA

Io, cyborg, mi sono hackerato con un virus
Intervista a Mark Gasson, il professore che si è impiantato un microchip nella mano e poi lo ha infettato per studiare gli effetti. «Mi sono sentito violentato. Il futuro è di un “uomo potenziato” capace di superare i limiti biologici. Ma esistono dei pericoli»
di Leone Grotti

Il veleno nascosto nel postumanesimo
Non è solo un problema di privacy, ma di come intendiamo noi stessi. Cancellare le nostre fragilità è una scelta dalle profonde conseguenze
di Antonio Allegra

E noi che pensavamo fosse solo fantascienza
Carrellata di film che hanno immaginato un domani inquietante dove s’agitano eroi per caso che non sempre riescono ad averla vinta
di Simone Fortunato

Corpo tempio del mercato
La monetizzazione dell’utero femminile, la riduzione della donna a forno e dei bambini a prodotti da banco. Parla Marina Terragni
di Caterina Giojelli

CULTURA

La fantasia operosa del Sant’Alessio
Storia di un istituto per non vedenti che ha saputo “fare la carità” in modo intelligente, moderno e profondamente cristiano

Il “vero perché” del genocidio armeno
«Le mani della filosofia sono figurativamente sporche di sangue». La tesi esplosiva di Siobhan Nash-Marshall su una violenza ancora attuale
di Emanuele Boffi

IL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE

Nietzsche è morto. Firmato: Dio
Una grande lezione del filosofo tedesco appena scomparso Robert Spaemann su libertà e verità, tolleranza e opinione. Esiste un solo modo per uscire dal regno polveroso dell’assurdità
e fare quel passo oltre se stessi tanto temuto da Hume: sapere che c’è Qualcuno che ci ama
di Robert Spaemann

L’intellettuale che restituì alla ragione la sua grandezza
Un profilo del pensatore amico fraterno di Benedetto XVI
di Luigi Negri

LE RUBRICHE

Inoltre le rubriche e i commenti (e le vignette) delle firme di Tempi: Giancarlo Cesana, Luigi AmiconeMarina Corradi, Renato FarinaAlfredo Mantovano, Guido Clericetti, Marco Invernizzi, Pippo Corigliano, Aldo Trento, Marco Cobianchi, Fred Perri.

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