Chi vota sì ai referendum del 12 e 13 giugno sceglie di pagare più tasse

Tre semplici articoli per capire che cosa c’è davvero in ballo nei quattro quesiti referendari su cui il 12 e 13 giugno gli italiani sono chiamati a votare. Acqua, nucleare e legittimo impedimento: Bassanini, Rossi e il Giornale svelano le bugie dei referendari e spiegano perché alla fine votando sì, si pagano solo più tasse

“Nucleare, l’unica cosa sicura sono i rischi”, “L’acqua è un diritto, l’acqua non si vende, l’acqua è un bene di tutti” e ancora “sì a un futuro dove la legge è uguale per tutti”. Nucleare, acqua, legittimo impedimento e ancora acqua. Sono quattro i quesiti referendari sui quali gli italiani saranno chiamati a votare il 12 e 13 giugno.

Quelli citati sopra sono solo alcuni spot creati dai vari “comitati per il sì”. Ma è vero che se passa il no o se non si raggiunge il quorum l’acqua sarà privatizzata, bisognerà fare i funerali alle fontanelle, le centrali nucleari invaderanno l’Italia e la giustizia sarà solo un bel ricordo?

Vi proponiamo tre semplici articoli per approfondire i quesiti del referendum, utili anche per capire perché votando sì ci saranno solo più tasse: un’intervista di Avvenire a Franco Bassanini, deputato e ministro prima socialista poi democratico di sinistra; un’intervista del Sole 24 Ore a Nicola Rossi, senatore eletto con il Pd fino al 13 aprile 2011, poi passato nel gruppo Misto; e infine un articolo del Giornale. Buona lettura.