Ma chi fa figli per la suocera?

Nove mesi dopo il lancio di un ironico spot che invitava i connazionali a fare figli «per la mamma», in Danimarca si è registrata un’impennata di nascite

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Nove mesi dopo il lancio di un ironico spot che invitava i connazionali a fare figli «per la mamma», in Danimarca si è registrata un’impennata di nascite.

Secondo un’indagine, in estate negli ospedali del paese, che come tutti quelli europei vive un drammatico inverno demografico, dovrebbero nascere 60 mila bambini, il 10 per cento in più di quelli dell’anno scorso. Lo spot spiegava che era necessario darsi da fare sotto le coperte perché in Danimarca il numero di figli per donna è di 1,7, quindi insufficiente per garantire il ricambio generazionale e sostenere il welfare (in Italia, sia detto tra parentesi, è dell’1,35).

Alcuni osservatori, però, hanno fatto notare che già prima della messa in onda dello spot c’era stata una ripresa demografica, spiegando il fenomeno con la fine della crisi economica.

Nell’un caso o nell’altro, per gente da Family Day come noi, c’è da festeggiare, anche se ci rimane qualche piccolo dubbio di cui vorremmo rendervi parte. È infatti assai singolare che questa esuberanza familista si manifesti nello stesso paese che vorrebbe essere “Down free”, così come poco convincente risulta la logica secondo cui un figlio è accettabile solo in base a un calcolo ragionieristico. Che sia quello del 27 del mese o che dipenda dalla tenuta del sistema pensionistico, alla fin fine, infatti, pur sempre un calcolo è.

Ci sta anche questo, per carità, ma quanta gente conoscete che mette al mondo marmocchi per fare un favore all’Inps o alla suocera? Noi, nessuno. Conosciamo invece gente che ha salutato il dono del decimo figlio solo con un «eccolo, c’è un altro tra noi».

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