Che anno sarà per le imprese del Terzo Settore

Si prevede un aumento delle entrate e una forte propensione agli investimenti

Sarà un anno di grande vitalità quello delle imprese del Terzo Settore che prevedono un aumento delle entrate e una forte propensione agli investimenti. Le previsioni per il 2019 si confermano positive: il 70% ed il 76%  dei soggetti prevede rispettivamente entrate da contributi ed Enti Pubblici e da mercato stabili o in crescita. La prima fonte di copertura degli  investimenti effettuati negli ultimi 3 anni è costituita dagli istituti bancari (42%) che superano, seppur di poco, l’autofinanziamento (40,%). In evidenza l’indicazione di soggetti privati  tra le modalità utilizzate per coprire gli investimenti effettuati, (8%). Il ruolo dell’istituto bancario non è tanto quello di mero erogatore di servizi, ma di co-attore di un sistema più ampio che costruisce reti, supporta scelte e progetti d’investimento, condivide competenze e intermedia relazioni territoriali fra soggetti economici e comunità. 

All’interno di questo scenario, quindi, le imprese che hanno fatto richiesta di finanziamento alle banche negli ultimi 3 anni si sono viste concedere in media circa il 79% dell’importo atteso. La principale modalità d’impiego dei finanziamenti ottenuti è data dagli investimenti a medio-lungo termine (55,%).

Buone notizie arrivano per quanto riguarda le prospettive future: 2 organizzazioni su 3 prevedono, infatti, investimento nel biennio 2019-20. Nel 52% dei casi pensano di coprire con l’autofinanziamento, seguito dall’affidamento agli Istituti bancari (28,%); anche in questo caso in evidenza l’indicazione di soggetti privati tra le fonti di copertura (8%).
Si evidenzia infine come le S.r.l. con qualifica di impresa sociale siano naturalmente più aperte all’interlocuzione con gli investitori privati e abbiano un’alta propensione agli investimenti.

La cooperazione sociale, in particolare quella d’inserimento lavorativo, si conferma sempre più intraprendente in una fase in cui i benefici legati all’efficientamento sembrano essersi esauriti. Nel suo terzo tempo la cooperazione sociale ha ricominciato a guardare a medio-lungo periodo, chiedendo al mondo della finanza una nuova generazione di servizi ad integrazione delle risorse. Un cambio radicale che richiede alle imprese sociali di investire in nuove funzioni e strategie capaci di gestire la complessità di progetti imprenditoriali ormai divenuti strutturalmente “eco-sistemici”.

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