Il caso Why not? Il diavolo fa la gogna, non la giustizia (tanto rovinare vite non costa nulla)

Tutta l’inchiesta di De Magistris ruotava intorno al “feroce Saladino”, che perse il lavoro e subì 5.500 articoli di giornale e 30 ore di trasmissioni tv. Condannato per accuse minori, dopo sette anni è stato prosciolto anche da quelle

Mio caro Malacoda, c’è qualche cosa che non funziona nella giustizia italiana. Negli ultimi tempi si registrano troppe assoluzioni. Continua invece a funzionare perfettamente il processo di sputtanamento mediatico. Il meccanismo è semplice: basta separare tra loro democrazia, giustizia e verità. E farlo in nome del controllo di legalità, di cui non solo i giudici, ma da tempo anche i giornalisti si sentono investiti. In virtù di questa separazione, per cui la verità dei fatti è una variabile indifferente, ogni sospetto va messo in pagina, senza dubbi (proprio mentre si teorizza il dubbio metodico), senza lasciarsi sfiorare dal sospetto che l’indagato sia innocente. In questo sta il paradosso: il sospetto di colpa è una certezza, il sospetto di innocenza non resiste neanche un secondo come sospetto.

Eccoti, caro nipote, un breve catalogo mediatico-giudiziario dell’ultima settimana.

Il prete. Vescovo ausiliare dell’Aquila, Giovanni D’Ercole è stato assolto per una vicenda giudiziaria legata al post sisma dell’Aquila. Con lui è stato assolto anche il sindaco di San Demetrio ne’ Vestini, Silvano Cappelli, accusato di falso nella stessa inchiesta. Monsignor D’Ercole era stato già prosciolto in udienza preliminare, ma il pm Antonietta Picardi aveva fatto appello.

Il patrigno. Nicola Nuzzolese, convivente di Rosa Carlucci, la mamma dei fratellini di Gravina morti nel 2006, è stato assolto dalla Corte d’appello di Bari «perché il fatto non sussiste» dall’accusa di aver abusato sessualmente di una quindicenne. Nel febbraio 2011 era stato condannato a quattro anni di reclusione. Arrestato il 29 agosto 2006, è stato per sei mesi in cella. Francesco e Salvatore Pappalardi, di 13 e 12 anni, scomparvero da Gravina il 5 giugno 2006, il 25 febbraio 2008 furono trovati morti in un pozzo nel quale erano caduti accidentalmente lo stesso giorno della scomparsa.

Il padre. Per questo delitto, il 27 novembre 2007 venne arrestato il padre dei ragazzini, Filippo Pappalardi, con l’accusa di aver ucciso i figli e di averne nascosto i cadaveri. 130 giorni di galera, poi l’indagine a suo carico fu archiviata.

I politici. Assoluzioni di massa nel processo Why not. Iniziato nel 2006, il 2 ottobre 2013 il procedimento ha registrato quella che in altri campi viene definita “la crisi del settimo anno”, non ha retto oltre. La maggior parte dei 106 imputati, come ti dicevo, è stata assolta. Tra loro Agazio Loiero, presidente di centrosinistra della Regione Calabria, e Giuseppe Chiaravalloti, stesso incarico ma per il centrodestra. Assolti anche i due cugini Saladino. Ricordi il “feroce Saladino”? Tutta l’inchiesta ruotava intorno a lui, chiese inutilmente di essere interrogato dal pm che lo accusava (ora sindaco di Napoli), perse il lavoro, subì una gogna mediatica quantificabile in 5.500 articoli di giornale e 30 ore di trasmissioni televisive. Alla fine (ma non era la fine) fu condannato a un anno e nove mesi per abuso di ufficio e a tre anni e nove mesi per associazione a delinquere. Ora anche queste condanne sono state annullate.

Saladino dice che gli hanno rubato sette anni di vita. Stai tranquillo, per questo “furto” nessuno sarà inquisito. La legge è uguale per tutti, per qualcuno di più.

Tuo affezionatissimo zio Berlicche