Caso Ruby. Le cinque “anomalie” del processo a Berlusconi [link url=https://www.tempi.it/videogallery/boccassini-lapsus-processo-ruby-erlusconi#.UZEdZytOpyQ]Video gaffe[/link]

Nel processo dove l’ex Presidente del Consiglio è accusato di concussione e prostituzione minorile non ci sono vittime e il testimone principale non è stato chiamato a testimoniare in aula

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A dire cosa non ci convince del processo Ruby, basterebbe oggi la gaffe del pm Ilda Boccassini. In ogni caso, il processo Ruby, che vede Silvio Berlusconi indagato per concussione e prostituzione minorile, presenta molte anomalie. Dalla spifferata (illegale) che svelò l’esistenza dell’inchiesta sulle pagine del Fatto Quotidiano al comportamento della Procura, che prima negò, poi fece coordinare l’indagine al Procuratore aggiunto Ilda Boccassini, che si occupa di tutt’altri reati. Ecco i cinque punti su cui è più acceso il dibattito fra difesa, accusa e tribunale.

1. COMPETENZA DI MONZA. Il reato di prostituzione minorile sarebbe stato commesso nella villa di Arcore. La competenza territoriale spetterebbe alla procura e al tribunale di Monza. Stessa cosa per la telefonata con la quale Berlusconi avrebbe commesso la concussione, ricevuta a Sesto San Giovani, anch’esso nel territorio di Monza. Un anno dopo, il Tribunale di Milano obietterà che la competenza si deduce dal reato più grave, la concussione, e che Berlusconi avrebbe commesso con la telefonata ricevuta a Sesto, ma che di fatto avrebbe avuto compimento a Milano. E dunque che il processo spetta a Milano.

2. NO AL TRIBUNALE DEI MINISTRI. Siccome il reato di concussione prevede l’abuso della propria carica, e Berlusconi era presidente del Consiglio e avrebbe abusato di quella carica, la difesa aveva chiesto che fosse giudicato dal Tribunale dei Ministri. Ma anche questo viene negato dalla Corte Costituzionale, sostenendo che il reato non può essere considerato ministeriale, anche se lo è potenzialmente.

3. RISPETTATE LE REGOLE. Tutti i funzionari di polizia intervenuti quella sera in Questura hanno dichiarato che non è stata violata alcuna procedura. Del fatto che siano state rispettate le regole, c’è la conferma del Procuratore Capo di Milano Edmondo Bruti Liberati, del ministro degli Interni, Roberto Maroni, nonché del magistrato a capo della sezione minori della Procura che lavora di concerto con la Questura milanese, Monica Frediani.

4. INTERROGATORIO DI RUBY. Ruby non è mai stata interrogata durante la fase dibattimentale del processo. Un fatto strano, essendo la testimone principale dell’accusa. I pm l’avevano inizialmente iscritta nella lista dei testimoni, ma poi hanno deciso di non interrogarla davanti alla Corte. Perché? La difesa si era aspettata che il tribunale decidesse di ascoltarla comunque. Perché nemmeno il tribunale ha voluto sentirla?

5. NESSUNA VITTIMA. Questo è uno dei rari procedimenti penali dove le presunte vittime di un reato non si sono costituite parti civili. Sia il capo di gabinetto della Questura Piero Ostuni, sia i funzionari di Polizia Giorgia Iafrate e Ivo Morelli hanno sempre dichiarato che non c’è stata pressione da parte di Berlusconi per affidare Ruby a Nicole Minetti. Anche Ruby, non costituitasi parte civile, nega di aver mai fatto sesso con Silvio Berlusconi.

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