Caso Depardieu: in Francia si scatena l’odio contro i ricchi. Ma «la supertassa non è democratica»

Didier Reynders, capo della diplomazia belga, risponde alle critiche francesi: «La Francia ha liberamente scelto un sistema fiscale che ha delle precise conseguenze. Ma il dibattito è troppo virulento, noi non diremmo mai certe cose».

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La decisione dell’attore più famoso di Francia Gérard Depardieu di prendere la cittadinanza belga per non pagare la supertassa di Hollande sulle sostanze dei ricchi continua a far discutere la Francia. In un’intervista a Libération, il comico Philippe Torreton insulta pesantemente l’interprete di Obelix accusandolo di «non avere le palle e di avere pisciato fuori dal vaso». La supertassa voluta dal presidente socialista, che applicherà un’aliquota fiscale del 75% su tutti i redditi superiori al milione di euro, dovrebbe avere lo scopo di aiutare la Francia a uscire dalla crisi economica ma secondo i grandi imprenditori francesi è «un progetto stupido, che aumenterà l’evasione e farà scappare le aziende dal paese». Fino ad ora l’unica cosa certa è che ha aumentato l’odio sociale nei confronti dei ricchi in Francia e ha fatto scappare oltre duemila imprenditori in Belgio, Svizzera, Lussemburgo e Gran Bretagna.

IL BELGIO RISPONDE ALLE ACCUSE. Didier Reynders, capo della diplomazia belga, già ministro delle Finanze per 12 anni in Belgio, ha dichiarato al Le Figaro di «essere sorpreso per i torni usati in Francia nei confronti dei cittadini che scelgono di lasciare il paese per motivi fiscali. Io stesso ho paura a volte di essere troppo diretto nei confronti di chi decide di andare a Monaco per gli stessi motivi, ma non h0 mai utilizzato certi epiteti contro le singole persone come voi in Francia. Il dibattito mi sembra troppo virulento».

OGNUNO FA LE SUE SCELTE. Dopo avere incassato le critiche francesi nei confronti del Belgio, accusato di attirare i contribuenti d’Oltralpe, Reynders risponde: «La Francia è a corto di argomentazioni. Se altri francesi vogliono venire in Belgio, io non sono affatto contrario, ma è ridicolo che voi in Francia facciate credere che siamo noi che facciamo di tutto per attirarli. La Francia ha liberamente scelto un sistema fiscale che ha delle precise conseguenze e spinge i francesi a lasciare il paese».

SUPERTASSA CONTRO LA DEMOCRAZIA. Se la Francia vuole una società più armoniosa, conclude Reynders, invece che chiamare “ricco coglione” Bernard Arnault, uno degli uomini più ricchi del mondo, trasferitosi anche lui in Belgio, «dovrebbe riconoscere che una tassa di imposta al 75% sulle rendite non aiuta affatto la democrazia in Francia. Perlomeno, non l’aiuterebbe in Belgio». Capito Hollande?

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