Tentar (un giudizio) non nuoce
Quando la dignità viene prima delle appartenenze
Il sostegno bipartisan costruito in Consiglio regionale attorno agli interventi umanitari destinati a Gaza, al Libano e all’Ucraina, e declinato dalla Giunta in una delibera concreta, dimostra che, davanti alla sofferenza, la politica può ancora ritrovare ciò che la unisce.
Ci sono provvedimenti che passano quasi inosservati e altri che meritano di essere raccontati non tanto per l’entità delle risorse stanziate, quanto per ciò che rappresentano. Quello approvato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale della Lombardia appartiene a questa seconda categoria. Non solo perché destina 674.493 euro a interventi umanitari nella Striscia di Gaza, in Libano e nella regione ucraina di Zaporizhzhia, con la quale la Lombardia collabora ormai da due anni, ma perché nasce da una convergenza politica che ha saputo superare le appartenenze.
La preferenza è una cosa seria.
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La sofferenza di bambini, malati, famiglie
Una decisione che matura anche grazie al lavoro dell’Intergruppo consiliare di sostegno alle popolazioni di Gaza e Cisgiordania, nel quale siedono consiglieri regionali appartenenti a tutte le forze politiche presenti in Consiglio. È lì, in Consiglio, che si è costruito un consenso trasversale attorno alla necessità di intervenire, e che la Giunta ha saputo raccogliere, traducendolo rapidamente nella scelta di stanziare queste risorse. In un tempo in cui la politica sembra vivere soprattutto di contrapposizioni, vedere maggioranza e opposizione convergere su un intervento umanitario non è un fatto banale. Su molti temi continueranno, legittimamente, ad avere idee diverse. Ma davanti alla sofferenza di civili, bambini, malati e famiglie costrette ad abbandonare le proprie case hanno scelto di costruire una posizione comune.
Credo sia questo l’aspetto più significativo della vicenda. Non l’unanimità su una questione tecnica o amministrativa, ma la capacità di riconoscere che esistono situazioni nelle quali la dignità della persona viene prima delle appartenenze politiche. È un messaggio importante, soprattutto in una stagione nella quale siamo abituati a raccontare quasi esclusivamente ciò che divide.
Le persone dietro le cifre
La delibera dell’esecutivo è il punto di arrivo di un lavoro approfondito svolto insieme alle organizzazioni lombarde impegnate nella cooperazione internazionale. Prima di individuare gli interventi sono stati ascoltati coloro che operano quotidianamente nei territori colpiti, per comprendere quali fossero le necessità più urgenti e come utilizzare al meglio ogni risorsa disponibile. È un metodo che considero essenziale: le istituzioni non devono sostituirsi a chi lavora già sul campo, ma sostenerne l’azione, valorizzandone l’esperienza e la conoscenza diretta dei bisogni. È, in fondo, il significato più concreto del principio di sussidiarietà.
Dietro ogni cifra ci sono persone. A Gaza gli interventi raggiungeranno oltre seimila sfollati, garantendo acqua potabile, cure e assistenza nutrizionale ai bambini ricoverati, sostegno psicologico ad adolescenti e famiglie e spazi sicuri per donne e ragazze. In Libano saranno coinvolte più di undicimila persone attraverso la distribuzione di generi alimentari, beni di prima necessità, kit igienico-sanitari e servizi di supporto psicologico destinati alle persone più fragili. Nella regione di Zaporizhzhia, in Ucraina, oltre 4.600 persone potranno contare su interventi rivolti alla riabilitazione dei veterani, alla sicurezza degli studenti, alla protezione dei bambini e al sostegno delle famiglie più vulnerabili in vista dell’inverno.
Un principio condiviso
Sono realtà profondamente diverse tra loro, accomunate però dallo stesso bisogno di protezione. Cambiano i luoghi, cambiano le emergenze, ma non cambia il criterio con cui abbiamo scelto di intervenire: raggiungere chi soffre attraverso organizzazioni che in quei territori lavorano da anni con competenza e credibilità, evitando dispersioni e privilegiando interventi capaci di produrre risultati tangibili.
Abbiamo scelto di concentrare queste risorse su tre crisi umanitarie che continuano a interrogare la coscienza della comunità internazionale, seguendo le priorità indicate dal Consiglio regionale. Posso inoltre anticipare che, grazie alle risorse rese disponibili con l’assestamento di bilancio, nei prossimi giorni la Giunta approverà un ulteriore intervento a sostegno di un’altra emergenza umanitaria. Non si tratta di un punto di arrivo, ma di una tappa di un impegno che la Lombardia intende portare avanti con continuità, senza lasciarsi guidare dal ritmo veloce delle notizie, che troppo spesso abbandona una tragedia non appena un’altra prende il suo posto.
Se però c’è un’immagine che vorrei restasse di questa vicenda, non è quella di una delibera o di uno stanziamento economico. È quella di un Consiglio nel quale forze politiche molto distanti hanno saputo ritrovarsi attorno a un principio condiviso, sostenuto dalla Giunta per agire con decisione: quando sono in gioco la vita e la dignità delle persone, lavorare insieme non significa rinunciare alle proprie idee. Significa riconoscere che esistono valori che vengono prima di ogni appartenenza. Ed è forse questo, oggi, il messaggio più importante che la politica possa offrire.
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