La dedica “controcorrente” di Jessie Buckley nella notte degli Oscar. L’indocilità di Catherine, mamma della famiglia nel bosco. Gli stereotipi da canzonetta di Annalisa
Jessie Buckley durante il discorso di accettazione dell’Oscar come migliore attrice protagonista per la sua interpretazione in Hamnet, Dolby Theatre, Los Angeles, 15 marzo 2026 (foto Ansa)
Jessie Buckley ha vinto l’Oscar come miglior attrice per Hamnet. Nel giorno della festa della mamma nel Regno Unito, ha dedicato il premio «al bellissimo caos del cuore di una madre». Mentre la cerimonia offriva anche il gioco glamour del «cosa dici del mio vestito?» tra Anne Hathaway e Anna Wintour, quella frase ha lasciato un’impressione diversa: meno posa, più verità. Sarà che viene dalla terra d’Irlanda, ma Jessie Buckley ha una bellezza ruvida e magnetica che evoca qualcosa di ancestrale, come la maternità che descrive. Fa pensare alla presa possente delle radici che spaccano la terra per ancorare una pianta.
Il caos nel cuore di una madre non è – solo – quel putiferio di giornate in cui si tenta di incastrare tutto, con emozioni altalenanti. Richiama, di più, un tumulto primigenio che è travaglio e accudimento, l’esatto opposto del misero quadretto ideologico che contrappone il carattere dominante della donna in carriera alla dolce figurina dimessa della madre di famiglia.
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