Canti, omelia, funzioni domenicali, questua. La nuova “chiesa atea” americana ha tutto: tranne Dio

Il motto delle nuove “Assemblee domenicali” degli atei è: «Vivere meglio, aiutare spesso e meravigliarsi di più»

Hanno mantenuto la chiesa, l’omelia, la questua, i dieci comandamenti, i canti, la comunità, la funzione domenicale e l’idea del servizio ai più svantaggiati. L’unica cosa che manca è Dio. Centinaia di persone domenica scorsa hanno partecipato in una trentina di città americane, australiane e britanniche alle riunioni nelle “mega-chiese atee”.

CHIESA SENZA DIO. A Los Angeles, come riporta Ap, era la prima volta e centinaia di persone accomunate dal “credere in niente” si sono riunite nelle nuove “Assemblee domenicali” lanciate da Sanderson Jones e Pippa Evans, atei che hanno lanciato l’idea di una chiesa senza Dio. Nel loro tour americano stanno cercando di raccogliere fondi per lanciare l’organizzazione “The Sunday Assembly”: l’obiettivo è raggranellare 800 mila dollari e finora ne hanno raccolti circa 50 mila.

LA GENESI. L’idea è venuta a Jones sei anni fa, dopo un concerto di Natale: «C’erano un sacco di cose lì che amavo, l’unico problema era il cuore dell’evento, in cui non credevo – racconta – Se pensi alla chiesa, ci sono davvero poche cose brutte. Si cantano belle canzoni, si ascoltano discorsi interessanti, si pensa a come migliorare se stessi e a come aiutare le altre persone e si fa tutto questo in una meravigliosa comunità. Tutto era da preservare». Tranne il motivo per cui lo si fa: Dio.

DAI GOSPEL AI BEATLES. Secondo una ricerca del 2012 del Pew Forum on Religion & Public Life il 20 per cento degli americani non appartiene a nessuna religione. E sono queste persone che Jones e Evans vogliono attirare nelle “Assemblee domenicali” il cui motto è: «Vivere meglio, aiutare spesso e meravigliarsi di più». Nella “mega-chiesa” di Los Angeles per oltre un’ora centinaia di persone hanno ascoltato musica dal vivo, con i musicisti che suonavano canzoni come “Lean on me” o  “Here comes the sun” al posto dei tradizionali gospel, hanno ascoltato «discorsi ispiranti» al posto dell’omelia, e fatto qualche gioco per conoscersi meglio. Alla fine della funzione è passata tra i “non fedeli” la cesta delle offerte. Il tutto con l’obiettivo di «sentirsi meglio e rendere le cose migliori».

DECALOGO ATEO. Ovviamente l’organizzazione atea ha un suo decalogo: «1) Celebrazione della vita al 100%. Veniamo dal niente e andiamo verso il niente. Divertiamoci insieme. 2) Non c’è dottrina. Non esistono testi, parliamo della saggezza da qualunque parte provenga. 3) Non c’è Dio. Non crediamo nel soprannaturale ma non ti diremo che sbagli se lo fai. 4) Siamo radicalmente inclusivi. Tutti sono ben accetti, a prescindere da quello che pensano. Il nostro è un luogo di amore. 5) È tutto gratis. Chiediamo donazioni solo per sostenerci. 6) Abbiamo una missione. Attraverso i nostri “Action Heroes” (Tu!) saremo una forza per il bene. 7) Siamo indipendenti. Non accettiamo sponsor né facciamo business. 8) Resta qui, con il tuo aiuto renderemo il mondo un posto migliore. 9) Non ti diremo mai come vivere, ma ti aiuteremo a dare il meglio che puoi. 10) Ricorda il punto 1, le Assemblee domenicali celebrano la vita che ognuno sa di avere».

@LeoneGrotti