«Cannabis “droga leggera”? Un’invenzione potenzialmente più pericolosa perfino dell’eroina»

Giovanni Serpelloni, capo del dipartimento Politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri, smonta il decreto del governo sugli stupefacenti, convertito in legge dal Parlamento

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serpelloniNell’indifferenza generale una decina di giorni fa il Parlamento italiano ha convertito in legge il decreto del governo che introduce la distinzione fra droghe “pesanti” e “leggere”. Nel frattempo si moltiplicano gli episodi di violenza causati proprio dall’uso di stupefacenti, mentre l’Asaps è tornata giusto pochi giorni fa a lanciare l’allarme “stragi del sabato sera”, fenomeno di nuovo in crescita anche a causa delle droghe. A quanto pare, nemmeno il caso Gran Bretagna è servito a consigliare maggior prudenza ai rappresentanti del popolo italiano. Il paese sta pagando a carissimo prezzo la distinzione introdotta dieci anni fa con le stesse argomentazioni utilizzate in Italia: la tolleranza verso gli spinelli si è risolta in un costo enorme per il sistema sanitario nazionale, che ora ha a carico 25 mila pazienti ricoverati per schizofrenia scatenata dall'”innocuo” fumo.

«Abbiamo preso un abbaglio pericolosissimo, perché lo spaccio di cannabis è persino più rischioso di quello di cocaina e di eroina», spiega Giovanni Serpelloni, medico già capo del dipartimento delle Politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri.

Cosa pensa della depenalizzazione dell’uso e dello spaccio di droga “leggera”?
Preferisco non usare questo termine che è stato inventato per alterare l’immaginario collettivo da chi vuole che la droga si diffonda. Sa perché? Quando la percezione sociale del rischio decresce, l’uso di sostanze nocive si impenna. Solo per il fatto che negli ultimi quattro anni si sia cominciato a parlare non solo di marijuana “che non fa male”, ma perfino di impiego della cannabis “a scopo terapeutico”, il numero dei giovani tra i 15 e i 19 anni che ne fanno uso è incrementato dell’8 per cento, mentre gli incidenti stradali dovuti alla cannabis sono diventati la prima causa di morte fra minorenni. I dati di Washington e del Colorado, dove la vendita di marijuana è legale, attestano le stesse tendenze, tanto che gli incidenti stradali sono aumentati del 4 per cento.

cannabis-fini-giovanardi-corriere-kÈ vero che la marijuana causa la schizofrenia?
Il ministero della Salute raccoglie i dati delle dimissioni ospedaliere che mostrano come tra tutte le sostanze la percentuale di ricoveri per droga è del 16 per cento. Di questi, ben 60 su 100 sono dovuti a uso di marijuana, e il 44,2 per cento di essi riguarda minorenni con sintomi di tipo psicotico.

Come mai la cannabis oggi causa danni simili?
Il mercato della droga ha incrementato il principio attivo contenuto nella marijuana per creare una maggior dipendenza e aumentare le vendite, passando in dieci anni da una percentuale di tetraidrocannabinolo (thc) dell’1 o 2 per cento al 30 di oggi. E i derivati della cannabis che arrivano anche al 60 per cento. L’aumento del principio attivo è letale per il sistema neurologico, soprattutto per quello giovanile ancora in fase di sviluppo, come dimostrano anche i numeri sulle percentuali di adolescenti schizofrenici in Gran Bretagna.

Perché lo spaccio di cannabis è più pericoloso di quello di altre droghe?
Perché i clienti nel primo caso sono principalmente minorenni. Coloro che andrebbero più tutelati e su cui la droga ha un effetto peggiore.

cannabis-fini-giovanardi-repubblicaÈ vero che la cannabis, come le altre droghe, è anche all’origine di diversi omicidi?
Lo dice la cronaca. Oltre all’autista del bus che si è schianto nel vercellese con 41 bambini a bordo, di cui 2 sono morti, risultato positivo alla marijuana, o ai 7 ciclisti uccisi a Lamezia Terme da un giovane sotto effetto di cannabis, ci sono anche gli omicidi legati al fumo, ma ancor più all’uso di cocaina. Infatti, mentre gli oppiacei abbassano i livelli di attenzione, causando anche episodi psicotici gravi, la cocaina provoca la disinibizione della rabbia rendendola ingestibile, mentre la crisi di astinenza da eroina provoca un’aggressività incontrollabile.

Cosa pensa quindi della decisione del governo e del parlamento?
La decisione di appoggiare il decreto è frutto di un compromesso politico. Come esperto dico che dal punto di vista tecnico l’errore è enorme. Oltre all’introduzione della distinzione inesistente e pericolosa fra droghe “leggere” e “pesanti” c’è anche la scelta assurda di depenalizzare lo spaccio. Un conto è creare misure alternative come il recupero in comunità per chi fa uso di droga, un altro è lasciare impunite le persone che la vendono. La tolleranza verso queste ultime deve essere pari a zero.

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