Cancellieri ottiene la fiducia, ma il Pd è spaccato

Con 405 voti contrari e 154 voti favorevoli viene respinta alla Camera la mozione di sfiducia del M5S. Il Pd mantiene la parola data a Letta, ma si divide

La Camera alla fine ha votati la fiducia al ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri: con 405 voti contrari e 154 voti favorevoli, la mozione di sfiducia presentata dal Movimento cinque stelle dopo il caso Ligresti è stata bocciata.

LA DIFESA DEL MINISTRO. Dopo i malumori all’assemblea dei gruppi parlamentari del Pd di ieri sera, alla quale aveva partecipato anche il premier Enrico Letta, infine quindi i democratici hanno rispettato la parola data al premier e rinnovato la fiducia al ministro. In Aula stamane Cancellieri si è difesa: «Non vi è stato nessun favoritismo nè interventi calati dall’alto e questo è ciò che dicono i fatti». Poi ha proseguito: «Sono stata ferita nel mio onore. I miei doveri di ministro e la mia coscienza – ha assicurato – non mi avrebbero consentito di comportarmi diversamente da come mi sono comportata». Cancellieri ha duramente negato che esista una distinzione «tra cittadini di serie A e B, fra ricchi e poveri. Respingo visioni preconcette di colpevolismo ad ogni costo, non ho mai mentito né a magistrati né al parlamento. Confido che il Parlamento mi voglia confermare la fiducia».

EPIFANI: «USO SGANGHERATO DEL POPULISMO». In Aula, prima del voto ha parlato anche Guglielmo Epifani, segretario del Pd, ribadendo che «Il Pd non voterà la sfiducia al ministro Cancellieri alla quale chiede di continuare il nostro lavoro» come poi in effetti è stato, malgrado la durissima opposizione di una fazione guidata dal candidato alla segreteria e deputato Pippo Civati. Epifani ha anche voluto criticare il ministro perché «In quella telefonata ci sono cose che non ci hanno convinto da subito. Ministro, bastava aggiungere una frase nelle sue telefonate: “Interverrò in rispetto miei doveri e mio ruolo”». E poi ha chiesto alla Guardasigilli: «Trovi lei il modo, anche visibile, per consentire a chiunque di poterle fare una telefonata o di accedere a una procedura che metta in discussione la possibilità, da parte di chi non ha voce, di potersi fare ascoltare e avere una risposta ai propri problemi». La bacchettata più dura è stata quella al M5s, accusato perché «C’è un uso del populismo molto sgangherato».

IL CENTRODESTRA. È uno dei primi voti importanti che vede il nuovo schieramento del centro destra diviso in Ncd e Forza Italia: stavolta la divisione è stata però solo nominale, perché l’ex Pdl ha votato compatto la fiducia al Guardasigilli. A nome di Forza Italia ha parlato il capogruppo alla Camera, Renato Brunetta, partito all’attacco del Pd: «Noi daremo la fiducia al ministro Cancellieri e gliela daremo convintamente, noi – ha detto Brunetta–. Da parte del Pd arriva invece un voto fasullo presidente Letta. Quella di oggi è una fiducia di Pirro. Il Pd con le sue insopportabili lotte di potere ha ucciso le larghe intese con la decadenza di Silvio Berlusconi o oggi stringe un cappio doppio al collo del premier Letta»