Cambia il nome ma non la sostanza. Dopo il rapporto Estrela, l’Europa voterà la relazione Lunacek

Il prossimo 4 febbraio, il Parlamento europeo si esprimerà sul nuovo rapporto che riguarda la «tabella di marcia contro l’omofobia e la discriminazione legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere»

Dopo la doppia bocciatura al Parlamento europeo della “rapporto Estrela”, la sinistra europea torna alla carica con un nuovo testo, noto come “relazione Lunacek”, che sarà votato martedì 4 febbraio. Il rapporto Estrela trasformava l’aborto in «diritto umano» e prevedeva la rieducazione degli insegnanti a suon di corsi obbligatori sull’identità di genere e la discriminazione delle persone Lgbti.
L’eurodeputata austriaca dei Verdi, Ulrike Lunacek, ha invece promosso in Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni (Libe) una relazione «sulla tabella di marcia dell’Ue contro l’omofobia e la discriminazione legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere».

LA PETIZIONE. Molti cittadini hanno protestato con una petizione, già firmata da 13 mila persone, che denuncia «il rapporto Lunacek», il quale «impone i “Principi Yogyakarta” come ordinamento giuridico dell’Unione Europea. Nei principi Yogyakarta, gli attivisti Lgbt affermano falsamente che “i diritti speciali per i gay sono compresi nei diritti umani universali” e che tutti i 120 diritti speciali per la comunità gay devono essere imposti al fine di soddisfare a livello internazionale i requisiti di diritti umani riconosciuti».
Nel testo si chiede alla Commissione Europea di «presentare in via prioritaria proposte finalizzate al riconoscimento reciproco degli effetti di tutti gli atti di stato civile nell’Unione europea, compresi i matrimoni, le unioni registrate e il riconoscimento giuridico del genere». Un modo subdolo, cioè, per far valere i matrimoni gay anche in paesi come l’Italia dove sono illegali. Alla Commissione e agli Stati membri si domanda poi di riconoscere le modifiche dei «documenti d’identità applicabili ai transgender».

SANZIONI PENALI AGLI OMOFOBI. Gli Stati, continua il rapporto, dovrebbero «astenersi dall’adottare leggi che limitino la libertà di espressione in relazione all’orientamento sessuale e all’identità di genere e riesaminare quelle già in vigore». La lotta contro talune espressioni di razzismo e xenofobia, si legge, dovrebbe avvenire «mediante il diritto penale». Per quanto riguarda l’Italia, il ddl Scalfarotto sull’omofobia, ora in Senato, che prevede il carcere per reati di opinione sarebbe in linea con le nuove disposizioni.

RIEDUCAZIONE LGBT DEI POLIZIOTTI. La relazione Lunacek, oltre a corsi a scuola sulla «identità di genere», consiglia «lo scambio di buone prassi tra gli Stati membri per quanto riguarda la formazione e l’istruzione delle forze di polizia, della magistratura inquirente, dei giudici e degli operatori dei servizi di assistenza alle vittime». Infine si punta alla depatologizzazione dei disturbi dell’identità di genere compresi nell’elenco delle malattie dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
Come il “rapporto Estrela”, anche la relazione Lunacek non sarebbe vincolante, ma se approvata diventerebbe la posizione ufficiale dell’Unione Europea, facendo così pressione sugli Stati per adeguarsi ad essa.