Boni verso l’archiviazione. Cattaneo al Consiglio Regionale lombardo: distinguere sempre tra accusa e condanna

Il presidente del Consiglio regionale lombardo, in apertura di seduta, ha espresso «vicinanza e amicizia a Davide Boni», a commento della richiesta dei pm di Milano di archiviare le indagini sull’ex consigliere leghista

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Il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, ha espresso in apertura di seduta un messaggio di «vicinanza e amicizia a Davide Boni». Il consigliere leghista, e predecessore di Cattaneo alla presidenza, nel marzo 2012 era stato raggiunto da un avviso di garanzia. Del fatto che per Boni i pm hanno chiesto l’archiviazione, ne hanno dato conto i media in questi giorni. Cattaneo ha voluto commentare la notizia davanti all’assemblea.

NON AVERE FRETTA NEL GIUDICARE.
«Boni – ha spiegato Cattaneo – è stato per molto tempo consigliere regionale in questa aula ed anche presidente del Consiglio regionale», prima di essere «oggetto di un’accusa che per molto tempo lo ha colpito, costringendolo ad abbandonare il suo ruolo istituzionale e la vita politica attiva». Ora che «i pubblici ministeri hanno chiesta l’archiviazione dalle accuse infamanti che lo riguardavano», resta fermo l’invito, per Cattaneo, «a riflettere sulla necessità di mantenere sempre distinzione tra accusa e condanna». Per questo Cattaneo ha chiesto di rivolgergli «un ricordo affettuoso e un pensiero amichevole anche a discolpa di una responsabilità comune che abbiamo nell’essere troppo spesso frettolosi nei giudizi».

LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE.  «Gli accertamenti disposti hanno fornito riscontri, nella maggior parte dei casi, inconciliabili con i fatti esposti». Con questa formula la Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione Boni. L’ex presidente del consiglio regionale lombardo sta però ancora aspettando che l’indagine allo studio del gip Manuela Scudieri, composta di ben quindici faldoni, venga definitivamente giudicata.
In una intervista a tempi.it, Boni ha spiegato che le accuse di corruzione nei suoi confronti sono molto pesanti, ma che l’imponente inchiesta non è arrivata, secondo i pm, a trovare la «prova provata» che sia in grado di essere sostenuta al processo. Boni ha ricordato a tempi.it la campagna mediatica orchestrata contro di lui e di essere stato «una notizia per quindici giorni su ogni giornale e tg italiano». A causa dell’indagine, ha detto Boni, «c’era stato un calo di consensi dello 0,5 per cento per la Lega».

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