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La preghiera del mattino di Lodovico Festa

La rinuncia alla politica destabilizza la solida Francia, figurarsi la fragile Italia

Il presidente francese, Emmanuel Macron, e il premier italiano Mario Draghi (foto Ansa)

Il presidente francese, Emmanuel Macron, e il premier italiano Mario Draghi (foto Ansa)

Su Startmag Francesco Damato scrive: «La sensazione è che dietro tanta apparente agitazione, tante minacce, tante voglie di apparire diversi da quelli che si è, un po’ per stanchezza e un po’ per opportunismo la maggioranza resisterà – come si è lasciato scappare di recente il segretario del Pd Enrico Letta con involontario umorismo – “sino all’ultimo giorno”. E che significa?, mi chiederete pensando che ad ognuno di noi capiterà di vivere appunto sino all’ultimo giorno. Significa, nel nostro caso, anche oltre la fine della legislatura prevista sino a qualche mese fa per marzo del 2023». La sensazione è che anche i commentatori più intelligenti e preparati si stiano assuefacendo alla disgregazione italiana con un Parlamento che non rappresenta più nessuno, con partiti e movimenti in via di disfacimento, con la rappresentanza politica sempre più affidata a condottieri e compagnie di ventura perlopiù...

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