Good Bye, Lenin!
Quando santa Faustyna Kowalska finì nel rapporto della polizia politica polacca
Il 27 aprile scorso a Cracovia una certa Ilona R. ha tentato un gesto sacrilego gettando della colla liquida contenente glitter contro l’immagine di Gesù Misericordioso venerata nell’omonimo santuario, riuscendo solo a danneggiare la cornice della teca e l’urna con le reliquie di santa Faustyna Kowalska, l'”apostola della divina Misericordia”.
Suor Faustyna (1905-1938) fu mistica e veggente, collaboratrice della Misericordia Divina nell’opera di salvezza delle anime: «Gli anni della sua vita religiosa – si legge nella scheda vaticana – abbondarono di grazie straordinarie: le rivelazioni, le visioni,… il dono di leggere nelle anime umane, il dono della profezia… Malgrado il dono di tante grazie straordinarie era consapevole che non sono esse a costituire l’essenza della santità: “…I doni sono soltanto un ornamento dell’anima, ma non ne costituiscono la sostanza né la perfezione. La mia santità e perfezione consiste in una stretta unione della mia volontà con la volontà di Dio”».
Chissà se suor Faustyna avrebbe mai pensato di finire un giorno anche in un rapporto dell’SB, la polizia politica polacca? Correva l’anno 1966, culmine delle celebrazioni per il millennio del Battesimo della Polonia iniziate nel ‘57.


«Suor Faustyna – si legge – durante la sua vita è stata un’ardente divulgatrice del culto della “Divina Misericordia”, fortemente osteggiato dalla gerarchia ecclesiastica e proibito dalla Chiesa. La persona di suor Faustyna è stata condannata dalla Chiesa, come risulta dal fatto che dopo la sua morte (è morta presumibilmente [sic!] negli anni 1936-1938) si proibì di costruirle una tomba, e le sue spoglie riposano nel cimitero che si trova vicino al convento… Da due o tre anni il cardinal Wyszynski ha iniziato ad interessarsi alla sua figura, e attualmente a Cracovia è stato avviato il suo processo di beatificazione. Testimone principale del processo è Katarzyna Steinberg,… amica d’infanzia di suor Faustyna».
L’SB si interessò alla faccenda temendo che «in relazione alle celebrazioni del Millennio, la Chiesa vorrà sfruttare il processo di beatificazione utilizzandolo come ennesima forma di propaganda dei meriti che la Chiesa ha avuto nello sviluppo dello Stato». In effetti mentre la Chiesa celebrava il 1966 come Sacrum Poloniae Millennium, i comunisti parlavano dei «mille anni dello Stato polacco» e fecero di tutto per intossicare le celebrazioni religiose, impedendo persino la presenza di Paolo VI.
Non che l’SB mancasse di fantasia in quell’anno memorabile, se pensiamo che nel parossismo anticlericale mise agli «arresti domiciliari» una copia dell’immagine della Madonna Nera di Częstochowa che pellegrinava per le parrocchie raccogliendo folle festanti. Ma su questo grottesco episodio e sul successivo blitz del kommando cattolico per «liberarla», torneremo prossimamente!

0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!