Google+

Possibile morire così, tra le onde?

settembre 6, 2017 Marina Corradi

mare

 Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – 9 agosto, Gallura. Si sta appena alzando il maestrale. Il mare è mosso, ma nemmeno tanto su questa spiaggia docile e sabbiosa. Il sole scotta anche ora, alle cinque di sera. Arrivo accaldata, con il solo desiderio di tuffarmi nell’acqua cristallina. Quell’acqua di Sardegna che mi fa venire voglia di poterla bere, mangiare, di portarmela a casa.

Non grande nuotatrice, sono però completamente a mio agio nel mare. Mi butto senza esitazioni, assaporando il freddo sulla pelle. Otto o dieci bracciate, fino a dove l’acqua è fonda. Poi mi metto a fare il morto, beatamente. Le onde, qui a riva, sono lievi. Chiudo gli occhi. Li riapro dopo due minuti e mi volto verso la spiaggia. Mi accorgo che sono molto più lontana di quanto credessi. Deve essere stata la corrente, a portarmi al largo. Questa spiaggia è famosa per le sue correnti. La gente del posto la chiama “traditora”.

Con calma mi metto a nuotare verso riva. Noto che le onde si sono fatte più alte. Una bracciata dopo l’altra, mi rendo conto che la spiaggia non si avvicina: la corrente mi tiene ferma. E in acqua non c’è nessuno. Ancora calma, mi intestardisco a nuotare più forte. È ridicolo, che non riesca a rientrare. Ma tutte le mie forze, scopro, sono un nulla contro alla forza possente del mare. Che mi domina e mi sovrasta, e mi trascina come vuole. In pochi minuti sono completamente spossata, riesco a fatica a muovere le braccia.

È allora che un brivido di paura si affaccia. Gli ombrelloni a riva così piccoli, e nessuno che si accorga di me. Sfioro coi piedi una secca, ma le onde ora incattivite mi sbattono addosso con violenza. Una mi butta giù. Bevo. Mi riprendo e ne arriva un’altra, come uno schiaffo. Non riesco più a nuotare, non ho più alcuna energia. Alzo un braccio, a chiedere aiuto. Un’altra onda mi sommerge. Respiro a stento ora, e sbalordita ammetto con me stessa che sì, è così che si annega, in un mare che rapidamente si è alzato, dentro a questa corrente che mi stringe come una mano fredda. Di nuovo, bevo. Possibile, mi dico incredula, morire così? E penso allora ai figli, al marito, anche al cane, con la tenerezza di un commiato per sempre. Alzo di nuovo il braccio, ma la riva è lontana. Penso che sto per svenire, e che se svengo è finita. Prego: per favore, tirami fuori di qui.

Scorgo lontano un ragazzo che si butta. È mio figlio: ha capito. Tremo, però: da solo non ce la farà, rischiamo di annegare in due. Ma non sono più tanto lucida. Chiudo gli occhi, li riapro e vedo un altro che nuota verso di me, vigorosamente. Mi afferrano per la schiena, esanime mi trascinano a riva. Ci sono già quelli del 118, con l’ossigeno. Prona a terra, la maschera sulla bocca, adagio riprendo il fiato. Chi mi ha soccorso è un ingegnere genovese, col diploma di bagnino. Per caso: era il vicino di ombrellone. L’unico, oltre a mio figlio, che si è buttato in questo mare ormai minaccioso. Lo ringrazio, lo stringo in un abbraccio. La notte tremo di una febbre che non ho. Non riesco a dormire. Ci è mancato ben poco. Come tutto, in quegli istanti, mi è apparso caro – i miei, gli amici, Milano, la casa, e tutto irrimediabilmente perduto. Ho pensato: è per oggi, è ora. E come avrei voluto abbracciare tutti, e quanto incredibile mi sembrava il buio che mi sentivo incombere addosso. Ho pregato, per un momento lucida: tirami fuori di qui. Poi, gli spruzzi furiosi delle bracciate di mio figlio Pietro, che aveva capito.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi
MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
Banco alimentare

Tempi Motori – a cura di Red Live

Sapete che il 60% delle V7 III, al momento dell’acquisto, sono richieste con almeno un accessorio montato (con prenza per quelli di ispirazione Scrambler o Dark)? Di più: per la sola V7 esistono a catalogo 200 parti speciali – fra queste ci sono ben 8 selle – mentre, se consideriamo tutti i modelli Moto Guzzi, […]

L'articolo Prova Moto Guzzi V7 III Rough, Milano e Carbon proviene da RED Live.

SCS, ovvero come ti rivoluziono il concetto di frizione. Anche MV Agusta debutta nel segmento delle trasmissioni “evolute” e lo fa con un sistema leggero e versatile. Sarà questo il futuro del cambio?

L'articolo Prova Mv Agusta Turismo Veloce Lusso SCS <br> addio frizione proviene da RED Live.

Il Biscione di Arese trova da sempre il suo habitat naturale tra i boschi del Nürburgring. È dal 1932 che le Alfa Romeo hanno un feeling particolare con i 20,832 chilometri di saliscendi dell’Inferno Verde tedesco, da quando cioè le Gran Premio Tipo B di Caracciola, Nuvolari e Borzacchini monopolizzarono un podio divenuto nel tempo […]

L'articolo Alfa Romeo Giulia e Stelvio Quadrifoglio NRING proviene da RED Live.

I circa 21 km della Nordschleife percorsi dalla super SUV ceca in poco più di 9 minuti. Con una veterana dell'Inferno Verde al volante: Sabine Schmitz

L'articolo Skoda Kodiaq RS, la SUV a 7 posti più veloce del Nürburgring proviene da RED Live.

ECCO I MIGLIORI CASCHI DA BAMBINO La legge parla chiaro: fino al raggiungimento dei 5 anni di età, i bambini non possono essere trasportati su un mezzo a due ruote. C’è di più: oltre all’età, la piccola creatura deve avere le caratteristiche fisiche necessarie (deve arrivare con i piedi alle pedane) e soprattutto indossare attrezzatura […]

L'articolo I migliori caschi da bambino proviene da RED Live.