Ma come ha fatto Costantino a vincere «in hoc signo»?

Sono stato a visitare la mostra su Costantino e l’editto di Milano e ne sono uscito con una domanda: perché lui, in hoc signo, ha vinto e noi le perdiamo tutte? Perché lui le ha suonate a Massenzio e noi, da almeno quarant’anni, perdiamo ogni referendum, ogni votazione parlamentare, ogni ricorso alla Corte di Strasburgo che provi a difendere i cosiddetti principi non negoziabili?

Perdiamo e perderemo sempre di più. Se ci fosse una legge che consentisse il matrimonio con un comodino e noi provassimo ad abrogarla perderemmo pure in quel caso.

Le possibilità mi paiono due. Prima: Costantino si è dimenticato di dirci che dopo vinces c’era un asterisco che rimandava a pie’ visione dove stava scritto “Offerta valida solo per gli imperatori romani e fino ad esaurimento delle scorte di una”.

Seconda. Queste battaglie non sono in hoc signo. Dura da digerire ma stringente nella sua logica. A noi sembra che siano in hoc signo, in realtà sono solo nel segno di una visione ideologica della vita, ideologia cristiana, certo, ma sempre ideologia.

Del resto non sono stato mica io a scrivere che la verità non si afferma con un articolo di legge ma attraverso la «libera facoltà di aderire, vuoi alla fede dei cristiani, vuoi a quella religione che ciascuno reputi la più adatta a se stesso».

A dire il vero ci sarebbe anche una terza opzione, che io dica un mucchio di scemenze e che subisca la cattiva influenza di un vescovo ariano. Giudicate voi.

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