Mario Draghi ieri in Senato accanto a Luigi Di Maio (foto Ansa)
Mario Draghi ieri in Senato accanto a Luigi Di Maio (foto Ansa)
Su Atlantico quotidiano Federico Punzi scrive: «Un buffetto al premier è arrivato durante il dibattito in aula persino da Pier Ferdinando Casini: “Lei è qui non solo perché glielo hanno chiesto gli italiani, ma perché il Parlamento non le ha mancato la fiducia. Attenzione a invocare gli italiani: vorrebbe dire andare al voto“».
Casini da quando è passato da essere uno dei leader dei moderati a eletto dal Pd in uno dei collegi più di sinistra di Bologna, ha smesso di interessarsi della sintassi della politica, però ne conosce la grammatica e sa che un presidente del Consiglio frutto di complicati compromessi parlamentari non può presentarsi come “voluto dagli italiani”. Quel che sa l’allievo di Arnaldo Forlani è invece ignoto al giornalista collettivo che non segnala la deriva, questa sì populista, di Mario Draghi, ottimo tecnico e non privo di capacità d’intrigo nei palazzi, ma ignaro della sintassi della politica, cioè d...
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