In Cina neanche i morti sono tutti uguali: solo gli ufficiali del Partito possono «permettersi di crepare»

Chi ha detto che quando si finisce con i piedi in avanti si è tutti uguali? In Cina, ad esempio, un ufficiale del Partito comunista è avvantaggiato rispetto a un comune cittadino. Sia da vivo che da morto. Migliaia di cinesi stanno protestando in questi giorni contro il governo locale della città di Guangzhou, che ha messo da parte 620 milioni di yuan (77 milioni di euro circa) per costruire un grande cimitero «rivoluzionario». Peccato che sia destinato solo agli ufficiali del Partito comunista.

TRADIZIONE CINESE. Nella tradizione cinese i defunti sono molto importanti, perché influiscono sulla vita di tutti i giorni delle persone. Se non vengono trattati bene, se ad esempio i parenti si dimenticano di loro o non li onorano durante l’anno, gli spiriti dei defunti possono far accadere ogni tipo di sventura ai vivi. A fare da contraltare a un culto dei morti molto spiccato, ci sono le difficoltà pratiche: una tomba in Cina è in genere troppo costosa per un lavoratore medio, motivo per cui la maggior parte delle persone in città crema i defunti o li seppellisce nella terra vicino a casa nelle zone rurali. I comuni cinesi, si usa dire, «non possono permettersi di morire».

«LI SEPPELLISCONO VIVI?». Ecco perché quando i cittadini di Guangzhou hanno saputo che il nuovo costosissimo cimitero sarebbe stato riservato solo ai defunti del Partito comunista, si sono sollevati: «Tutti dovrebbero essere trattati allo stesso modo – ha dichiarato a Radio Free Asia Zhang, residente a Guangzhou – Gli ufficiali del Partito non dovrebbero ricevere un trattamento speciale». Altri si sono lasciati andare a commenti più ironici: «Anche la morte è soggetta a privilegi. Mi chiedo perché ci lascino ancora vivere». Intervistato dalla tv statale, ha fatto il giro del paese un cittadino che ha chiesto tutto serio al giornalista prima di dire che cosa pensava del nuovo cimitero per ufficiali: «Ma li seppelliranno vivi?».

VIA I CADUTI DI GUERRA. La municipalità di Guangzhou, che ha definito il nuovo cimitero un «edificio pubblico, ma che avrà l’onore di ospitare chi dà uno speciale contributo al paese», ha anche annunciato la controversa demolizione di un cimitero di guerra, contenente le tombe dei cinesi che sono morti durante la Seconda guerra mondiale. Il camposanto era stato costruito dagli uomini di Chiang Kai-shek e per questo ancora oggi non è ben visto dalla leadership comunista.

CONTA SOLO IL PROFITTO. La demolizione di cimiteri e tombe, del resto, non è una novità per la Cina. Sempre alla ricerca di terreni da coltivare o edificabili, che i governi locali vendono a privati per intascare tangenti o coprire i debiti dell’amministrazione, capita spesso che gli ufficiali del Partito decidano di demolire i cimiteri o vendere dei terreni anche se contengono delle tombe. Anche la morte, in Cina, oggi si deve piegare al profitto.

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