Fatturazione elettronica: di cosa si tratta, come funziona, i servizi gratuiti

Fatturazione elettronica

Come ormai ben noto, dal 1° gennaio di quest’anno è entrata in vigore la fatturazione elettronica nel caso di cessione di beni o prestazioni di servizio tra i titolari di partita Iva residenti in Italia ma anche da un operatore Iva verso un consumatore finale. Si tratta di un sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture che permette di abbandonare definitivamente il supporto cartaceo e tutti i relativi costi di stampa spedizione e conservazione.

Da tale obbligo di fatturazione elettronica sono esonerati solo le imprese e i lavoratori autonomi che hanno un fatturato davvero molto basso, cioè quelli che si avvalgono del “regime di vantaggio” previsto dall’art. 27 comma 3 del Decreto Legge n. 98/11 o del “regime forfettario” previsto dalla Legge n. 190/14. Sono altresì esonerati i “piccoli produttori agricoli” (di cui all’art. 34, comma 6, del Dpr n. 633/1972), i quali erano esonerati per legge dall’emissione di fatture anche prima dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica.

Per fare chiarezza, vediamo meglio come funziona.

CHI È OBBLIGATO A EMETTERE LA FATTURA ELETTRONICA

L’obbligo riguarda tutti i soggetti titolari di partita Iva residenti nel territorio dello Stato italiano, a esclusione solo di coloro che sono in regime di vantaggio e minimi. Rientrano, quindi, nell’obbligo sia le fatture emesse a soggetti Iva (B2B cioè Business to Business), sia quelle per i consumatori finali (B2C cioè Business to Consumer).

COME SI INVIA LA FATTURA ELETTRONICA AL CLIENTE

Le fatture elettroniche vanno sempre inviate ai propri clienti attraverso il Sdi (Sistema di interscambio), altrimenti sono considerate non emesse. Poiché il Sdi opera come un “postino”, è necessario che, nel compilare i dati del cliente, si inserisca in fattura l’indirizzo telematico comunicato dal cliente (che può essere un “Codice Destinatario” alfanumerico di 7 cifre oppure un indirizzo Pec), altrimenti il “postino” non saprebbe dove recapitare la fattura.

Per trasmettere al Sdi il file XML della fattura elettronica ci sono diverse modalità:

  • si può utilizzare un servizio online presente nell’area “Fatture e Corrispettivi” del sito web dell’Agenzia delle Entrate che consente l’upload del file XML preventivamente predisposto e salvato sul proprio pc;
  • si può utilizzare la procedura web ovvero la App FatturAE messe a disposizione gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate;
  • si può utilizzare una Pec (Posta Elettronica Certificata), inviando il file della fattura come allegato del messaggio di Pec all’indirizzo sdi01@pec.fatturapa.it;
  • si può utilizzare un canale telematico (Ftp o Web Service) preventivamente attivato con il Sdi.

L’INDIRIZZO TELEMATICO DA COMUNICARE

Per inviare correttamente una fattura elettronica è indispensabile che al suo interno sia riportato l’indirizzo telematico che il cliente ha comunicato al fornitore. Tale indirizzo potrà solo essere:

  • un indirizzo Pec, in tal caso occorrerà compilare il campo della fattura “Codice Destinatario” con il valore 0000000 (sette volte zero) e il campo “Pec Destinatario” con l’indirizzo Pec comunicato dal cliente;
  • un codice alfanumerico di 7 cifre, in tal caso occorrerà compilare solo il campo della fattura “Codice Destinatario” con il codice comunicato dal cliente.

COME REGISTRARSI AL SDI

Al fine di semplificare l’indirizzamento delle fatture elettroniche al cessionario/committente oppure a un terzo destinatario, è stata prevista la possibilità di registrarsi al Sdi, comunicando l’indirizzo telematico scelto per ricevere le fatture elettroniche. In questo modo i soggetti emittenti non dovranno compilare il campo “Codice Destinatario” oppure “Pec Destinatario”, dato che il Sdi recapiterà le fatture elettroniche riferite alla partita Iva indicata in fattura tramite il canale e l’indirizzo telematico indicato in fase di registrazione.

FATTURA ELETTRONICA PER IL CONSUMATORE FINALE, REGIMI FORFETTARI E DI VANTAGGIO, PRODUTTORI AGRICOLI

In questi casi il soggetto emittente, cioè il cedente/prestatore oppure un terzo intermediario, inserisce il solo codice convenzionale 0000000 e il Sdi rende disponibile la fattura elettronica al cessionario/committente nella sua area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate, rilevando però che, se quest’ultimo è un consumatore finale, gli si dovrà recapitare una copia informatica oppure analogica della fattura elettronica.

ALTRI SERVIZI GRATUITI MESSI A DISPOSIZIONE DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Al fine di supportare i soggetti Iva ad adeguarsi all’obbligo di fatturazione elettronica tra privati, sono stati previsti diversi servizi gratuiti. In particolare: software installabile su pc per la predisposizione della fattura elettronica; procedura web per la predisposizione e trasmissione al Sdi della fattura elettronica oltre che per la loro conservazione digitale, reperibile nell’area “Fatture e Corrispettivi” del sito web dell’Agenzia delle Entrate; applicazioni (iOS e Android) per la predisposizione e trasmissione al Sdi della fattura elettronica, oltre che per la loro conservazione digitale; servizio di generazione di un QRCode utile per l’acquisizione automatica delle informazioni anagrafiche Iva del cessionario/committente e del relativo “indirizzo telematico”.

Illustrazione fattura elettronica da Shutterstock

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