Don Antonio Villa, il patriarca degli anarcoresurrezionalisti che si è battuto fino all’ultimo

Caro direttore, leggendo il suo necrologio di don Antonio Villa (“È morto don Villa, il sacerdote che appiccava ovunque il fuoco della fede”) mi è emerso un pensiero, improvviso, quasi un’illuminazione, in cui mi sono reso conto di un tratto fondamentale di lui, del suo vivere ed esistere, talmente macroscopico da non essere distintamente percepito, almeno da me, prima d’ora: don Villa era un vero “senza potere”. Il potere – non quello umano-divino di creare, di far vivere, di soddisfare l’esistenza delle persone, ma quello dis-umano, il potere di rifiutare, di scartare, di impedire la soddisfazione del desiderio e del bisogno – bene, questo potere non è mai, mai stato un fattore della sua azione, dei suoi discorsi, dei sui rapporti, della sua vita insomma. Chi l’ha conosciuto non può non condividere questa abbagliante constatazione. In questi tempi, poi. Un altro formidabile anarco-resurrezionalista?
Grazie
[Mario Binasco via email]
Don Villa, come si vede dalla fotografia c...

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