«Cuo è sovversivo»: condannato a otto anni di prigione per un articolo pro democrazia

Tanti analisti e commentatori sperano che molte cose in Cina cambieranno dopo il Congresso del Partito comunista cinese, che partirà il prossimo 8 novembre e che nominerà le sette persone che governeranno il Dragone nei prossimi 10 anni. Si parla di riforme economiche, sociali e politiche ma, per ora, le avvisaglie non sono buone.

CONDANNATO PER UN ARTICOLO. Così, mentre vanno avanti i preparativi e vengono prese precauzioni perché niente a Pechino vada storto durante la settimana del Congresso, Cao Haibo, proprietario di un internet café nella provincia dello Yunnan, è stato condannato a 8 anni di prigione per «attività sovversive». La sua colpa è avere aperto un gruppo del social network QQ intitolato “Società per rafforzare la Cina” e condotto discussioni sulla democrazia.

CONTRO IL PARTITO UNICO. Nonostante la Cina abbia raggiunto il traguardo di seconda economia più forte del mondo, la libertà non è il suo forte, soprattutto quella di pensiero ed espressione. Cao si era lamentato online del sistema a partito unico e aveva aperto discussioni in favore di riforme democratiche e diritti costituzionali. Per questo un tribunale di Kunming, nello Yunnan, lo ha condannato a otto anni di reclusione.

LA FAMIGLIA NON È STATA AVVISATA. Arrestato nel 2011, Cao è stato portato davanti a un tribunale il 22 maggio 2012 ma la sua famiglia non ha potuto assistere al processo perché, hanno detto le autorità, «il caso includeva segreti di Stato». La condanna definitiva gli è stata comminata lo scorso 31 ottobre. Né la famiglia né l’avvocato di Cao sono stati avvisati che si sarebbe svolta l’udienza del processo. Come dichiarato dall’avvocato a China Human Right Defenders «ancora non so se farò appello ma il processo è stato pieno di storpiature del diritto».

SI AVVICINA IL CONGRESSO. La condanna è arrivata proprio ora, a oltre un anno dall’arresto, a causa del Congresso: il Partito comunista infatti, affinché niente possa disturbare il suo svolgimento, sta riducendo al silenzio in diversi modi dissidenti e attivisti.

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