Chavez è morto. Lettera di un giovane venezuelano: «Credo e spero nella libertà»

Riceviamo queste righe da un giovane amico venezuelano.

Ciao amici, come va tutto?
Avrete ormai saputo della morte di Chavez; l’hanno annunciata oggi, ma qui si sospettava giá da un pezzo che era successo.
Non si avevano notizie di lui da piú o meno tre settimane, dopo tutto.
Qui non si sa bene cosa succederá o cosa potrebbe succedere: ci potrebbe essere un colpo di stato, anche se io lo dubito fortemente.
Per ora la gente non é che esca molto di casa per paura.
Qui le cose si possono mettere violente per qualunque ragione politica; comunque ci sarebbero elezioni in 30 giorni e davvero non ho la minima idea di che cosa succederá.
Qui é stato costruito un discorso verticale, autocratico, ma ora che la figura del potere, che era in sé una figura di culto per il popolo (il principe di Machiavelli fatto uomo), non c’è più;  esiste solo il discorso e il linguaggio stesso che questo uomo aveva legittimato ed é come se tutta la gente attorno voglia impossessarsi di questo.
Dopo tutto quello che lui faceva non si chiamava comunismo né socialismo, ma chavismo; come ci sará il chavismo senza Chavez?
O come puó non esserci?
Dopotutto sono stati quasi 14 anni; la maggior parte dei ragazzi della mia etá non ricordano un Venezuela senza Chavez.
Io credo e spero fermamente nella democrazia e nella libertá, ma temo che il potere sia piú forte dell’uomo.
Stiamo tutti bene comunque; saluto tutti e mi scuso per il mio penoso italiano, dovrei lavorarci un po’.
Statemi bene 

Un’unica annotazione: perché c’è la Chiesa? O, come scriveva T. S. Eliot, “Perché gli uomini dovrebbero amare la Chiesa?”.
Perché ciascuno possa essere certo, con la forza dell’esperienza, che il Potere non è più forte dell’uomo.

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