Bersani sbrana chi parla di Mps=Pd? Inizi allora dal piddini senesi che hanno detto che Mussari=Pd

Il segretario del Pd sbranerà chi accosterà il nome del suo partito a quello della banca. Perfetto. Inizi dunque dai suoi compagni di partito

Proponiamo la lettura di un post pubblicato sul sito della lista civica Impegno per Siena

Un trafiletto pubblicato su La Nazione Siena del 30 gennaio 2013 (intitolato “Mussari spieghi al suo partito”), che riferisce della presa di posizione dell’Unione comunale del PD di Monteriggioni (per la versione integrale del documento cfr. Il Cittadino on line del 30 gennaio 2013 post delle ore 9,19), induce alcune riflessioni.

1)      Sul “caso MPS” avrà un bel daffare Bersani a sbranare tutti coloro che non la pensano come lui, tutti coloro che non pensano che il PD abbia fatto solo il PD e la banca abbia fatto solo la banca. Cominci, per esempio, lo sbranamento dai suoi compagni di partito di Monteriggioni, che testualmente affermano che le vicende di BMPS (…) “non possono essere considerate come cosa altra rispetto alla classe dirigente PD e dei partiti che lo hanno costituito i quali hanno sempre dato la propria convinta copertura politica”. I piddini di Monteriggioni dicono anche di più, e cioè: “Mussari è un dirigente del PD di Siena ed è stato indicato dal PDS-DS-PD di Siena attraverso i propri rappresentanti nel Comune di Siena e nella Provincia. Ha partecipato alle riunioni dove si prendevano le decisioni principali, ha messo in atto gli indirizzi strategici della maggioranza politica degli enti locali. Nessuno può dire che lo conosceva appena, se non i semplici iscritti. Se si sostiene fino in fondo che le responsabilità siano soltanto le sue, di concerto con l’alta direzione della Banca e con i vertici della Fondazione, è come se si ammettesse che la classe dirigente che lo ha nominato e sostenuto in tutti questi anni non si fosse accorta di niente, dando dimostrazione di inadeguatezza e incapacità, con la conseguenza inevitabile della necessità di cambiarla il prima possibile”.

Queste parole, ripetesi, non vengono dalle Liste Civiche Senesi o da IPS che tante volte, per anni, avevano messo in guardia la classe dirigente e politica cittadina, ma avevano sbattuto nel muro di gomma del cosiddetto“groviglio armonioso”. Queste parole le dicono i piddini di Monteriggioni. Che risponde Bersani?

2)      Fa sorridere il fatto che i piddini di Monteriggioni vogliano il piddino Mussari (che nei giorni scorsi Libero ha rivelato essere stato anche, peraltro legittimamente, un generoso finanziatore del PD) e il piddino Mancini a riferire davanti a “il Partito”. Arrivati a questo punto, sarebbe perfino ingiusto che i due andassero a giustificarsi davanti ad una assemblea di partito, sia pure del loro partito, dopo che per tante volte la maggioranza incentrata sul PD aveva respinto le reiterate richieste delle Liste Civiche Senesi di far venire in consiglio comunale di Siena il presidente Mancini (la richiesta istituzionale doveva per forza riferirsi alla sola Fondazione) a spiegare i risvolti e le conseguenze dell’acquisto di Antonveneta. Su questo sito se ne è parlato molte volte. Solo a titolo di esempio, vogliamo ricordare la seduta consiliare del 30 settembre 2008, in cui si sviluppò un vivace e polemico dibattito, ed in cui la richiesta dei consiglieri LCS di incontrare Mancini fu respinta: 20 voti contrari e 10 favorevoli.

3)      Infine suscita curiosità la posizione di “iscritti” al PD di Mussari & C. In tale veste, a sentire i piddini di Monteriggioni, essi dovrebbero venire a spiegare al PD che cosa è successo. Da qui la richiesta al segretario provinciale Guicciardini di convocarli. Per carità, IPS è una lista garantista, ma nei confronti dell’ex-presidente del MPS e dell’ABI il PD non ha preso nessun provvedimento precauzionale, neanche temporaneo? La commissione di garanzia presieduta da Luigi Berlinguer non si preoccupa di niente? Ricordiamo che i sette consiglieri piddini dissidenti che hanno votato contro il bilancio ceccuzziano sono stati immediatamente messi sotto accusa – solo per aver votato contro un bilancio deficitario, senza copertura e a forte sospetto di illegittimità – e sono stati sospesi dal partito, il quale avrebbe preso, a quanto si è letto, provvedimenti limitativi della libertà di voto alle primarie finanche per i loro congiunti. Sarebbe questo il partito che si candida a governare un’Italia in emergenza e a ri-governare una Siena in crisi drammatica?

Marco Falorni – Impegno per Siena