La fine di una narrazione malata sull’ex premier e Dell’Utri, l’ammissione di Di Matteo, l’importanza della separazione delle carriere. Rassegna ragionata dal web
Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri (foto Ansa)
Su Open Alessandro D’Amato scrive: «Marcello Dell’Utri ha appreso della sentenza della Cassazione dal Foglio. E su Il Giornale dice di aver vinto “tre a zero. Tribunale, Corte d’appello e ora Cassazione. Non ci sono rapporti fra il sottoscritto e Berlusconi e Cosa nostra”. Dice che la storia va avanti da una trentina di anni, ovvero dal 1994: “Subito dopo le elezioni, quelle della discesa in campo del Cavaliere, mi ero messo in testa di creare un partito strutturato e organizzato come un’azienda. In realtà avevo in mente il vecchio Pci, la scuola delle Frattocchie, lo studio della storia e della Costituzione, la classe dirigente ben preparata. Ma subito cominciarono a uscire i primi articoli sull’Espresso. Due pagine e un titolo in forma di requisitoria: “Dell’Utri vuole mettere l’Italia sottosopra”».
La favola di una Fininvest finanziata da Cosa nostra è finita. Trent’anni di storia italiana segnati da una inusuale e infinita persecuzione giudiziaria contro chi è stato presidente del...
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