Berlusconi: «I nostri ministri non possono collaborare con responsabili omicidio Pdl»

Il leader del centrodestra ieri alla riunione coi falchetti ha ribadito che se decadrà, il Governo non avrà il sostegno del suo partito. Alfano tenta di mediare

Ieri sera, all’incontro organizzato da Daniela Santanché con i giovani di Forza Italia, alias i “falchetti”, Silvio Berlusconi tra il serio e il faceto ha lasciato intendere che per lui le porte ad ogni dialogo eventuale con il governo, e quindi con chi lo vuole appoggiare, sarebbero chiuse: «Da noi ci sono i cinque ministri che amano fare i ministri, “diversamente”, ci sono i senatori che godono del titolo nobiliare di senatori che, dopo sette mesi, temono di non essere rimessi in lista. Immaginate il dolore che mi attanaglia, faccio di tutto per tenere uniti i moderati da vent’anni che sono la maggioranza. Poi arriva sempre qualcuno che divide. È incredibile che un partito alleato al governo con noi voglia far fuori il leader del nostro movimento. Come possono chiedere ai nostri ministri e senatori di continuare a collaborare al governo quando si rendono responsabili dell’omicidio del Pdl?». Intervistati da Repubblica tv, alcuni “falchetti” hanno raccontato che Berlusconi all’incontro avrebbe accennato al tema della sfiducia al governo Letta collegandolo però al tema dell’Iva e dell’Imu.

APERTURA. Ieri dalla senatrice Mariarosaria Rossi è arrivata anche una lettera in difesa del partito, che è sembrato un modo di aprire alla possibilità che Berlusconi eviti anche solo all’ultimo momento uno scontro interno. Rossi si dice «certa che Berlusconi, ancora una volta, saprà convertire le differenze in nuova e ritrovata unità».

CICCHITTO: «AL PDL NON CONVIENE». Dopo lo scontro televisivo di ieri sera tra Alessandra Mussolini e Roberto Formigoni a Ballarò, la giornata di oggi si apre con il ragionamento che il deputato Fabrizio Cicchitto (Pdl) ha fatto davanti alle telecamere di La 7 a Omnibus: «Berlusconi è fortemente condizionato – ha esordito Cicchitto – e talora trascinato da un’aerea del partito estremista che vuol fare assumere al Pdl e poi a Forza Italia una deriva estrema che lascerebbe uno spazio enorme al centro, rispetto al quale il Pd sta scegliendo un candidato adattissimo per interpretarlo, perché Renzi è tutto costruito per uno sfondamento al centro». Il ragionamento di Cicchitto prosegue: «Non si capisce quindi che convenienza ne avrebbe poi lo stesso Pdl dallo sfiduciare questo governo adesso. Si aprirebbe la strada ad un nuovo governo di scopo, dal quale noi però saremmo stavolta estromessi, che dovrebbe lavorare sulla riforma del porcellum, alla quale non potremmo dare anche il nostro contributo come adesso». Cicchitto ammonisce: «Il Pd sta mostrando una nuova generazione, abbiamo davanti due quarantenni, Enrico Letta e Renzi, dovremmo riflettere e lavorare anche noi sui quarantenni del nostro partito».

ALFANO: «UNITA’ DEI MODERATI MISSIONE DI BERLUSCONI». La giornata politica si apre anche con il nuovo tentativo di Angelino Alfano di ricucire lo scontro. Sulla propria pagina facebook, il vicepremier ricorda che «la missione che il Presidente Berlusconi ha dato a se stesso è di unire i moderati. Sono quindi convinto che farà di tutto per non dividere il partito. Rispetto a quanti “solleticano” il suo più che giustificato sentimento di indignazione, io mi rivolgo invece alla sua capacità di equilibrio, al suo buon senso, al suo profilo di uomo di Stato che lo hanno reso anche in politica il numero uno. Le sue sono reazioni che anch’io avrei avuto di fronte alla somma ingiustizia che ha subìto. Fino all’ultimo chiederemo al Pd di fermarsi sull’applicazione retroattiva della legge Severino. Ma noi non abbiamo preso un impegno con il Pd, bensì con gli italiani». Ha tentato di ricucire lo strappo anche il ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi: «Da qui al Consiglio nazionale ci adopereremo per far trionfare l’idea di un partito aperto e non estremista».