La mamma che ha affidato in pieno giorno un neonato alla culla per la vita di Bergamo. I genitori che hanno ucciso i propri bambini nella notte in Louisiana e a Catanzaro
La culla per la vita della Croce rossa di Bergamo, quartiere Loreto, dove domenica 19 aprile è stato alle 9.45 è stato affidato un neonato (foto Ansa)
Pietro è stato lasciato nella culla della vita nel quartiere Loreto di Bergamo, in pieno giorno. L’allarme automatico è scattato intorno alle 9.45, attivando subito i soccorsi. Insieme al piccolo, nato da due giorni, la madre ha lasciato un biglietto: «Ti auguro una vita piena di gioia e di serenità, che in questo momento non ti possiamo dare. Ma sei stato tanto amato. Ti amo tanto».
La notizia ha suscitato una commozione spontanea. Forse, per molti, si è trattato anche solo di un moto sentimentale momentaneo. Eppure, dentro quella reazione, c’è l’intuizione di una maternità ferita e complicata, e del suo sacrificio. Sacrificio non è soltanto portare avanti una gravidanza che arriva a scompaginare una vita già difficile. Sacrificio è anche il gesto d’amore di riconoscersi impotente e affidare ad altri la cura di un figlio che, comunque, non viene trattato come un incidente di percorso.
In pieno giorno, una madre compie un gesto di affidamento alla comunità. È un segno concreto di come ...
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