Belgio, otto mesi dopo l’approvazione dell’eutanasia infantile neanche una richiesta. Ma non era una misura «urgentissima»?

In Belgio nel 2013 sono morte con l’eutanasia cinque persone al giorno, 1.816 in tutto l’anno. Rispetto al 2003 si è verificato un aumento di oltre il 700 per cento

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In Belgio nel 2013 sono morte con l’eutanasia cinque persone al giorno, 150 al mese, 1.816 in tutto l’anno. Il rapporto della Commissione incaricata di controllare l’eutanasia nel paese, circolato oggi sui siti belgi, conferma di fatto i numeri già pubblicati da tempi.it a maggio. Rispetto al 2012, l’aumento dei decessi è pari al 26,8%. In 11 anni (la legge è legale dalla fine del 2012) i casi sono passati da 235 (2003) a 1816 (2013): un aumento di oltre il 700 per cento.

EUTANASIA INFANTILE. Davanti a questi dati sorprendono quasi le parole di Jacqueline Herremans, che fa parte dell’associazione Mourir dans la dignité: «Per ora, non c’è stata nessuna richiesta di eutanasia di minori». La legge sull’eutanasia infantile è stata firmata dal re del Belgio Filippo il 2 marzo 2014, dopo che la norma era stata approvata in via definitiva dal Parlamento il 13 febbraio con 86 voti a favore e 44 contrari.

NESSUNA RICHIESTA. In otto mesi, dunque, neanche una richiesta di eutanasia infantile, che è diventata legale per bambini di qualsiasi età. Come mai? La legge è stata approvata in Senato, tanto era considerata «urgentissima», di notte. Addirittura, per fare più in fretta, «non c’è stato dibattito». L’iter parlamentare è durato circa tre mesi, pochissimo per una norma di tale importanza, tutto è stato precipitato per approvare la legge prima delle elezioni di maggio. Il motivo, si diceva, era l’urgenza di tantissime famiglie che non potevano aspettare. I medici incalzavano assicurando che «l’eutanasia ai minori che soffrono in modo insopportabile si fa già di nascosto» ed è necessaria. Ora che è legale, però, non l’ha richiede nessuno. Un’ottima notizia, che però fa sorgere alcuni dubbi sulla presunta improrogabilità del provvedimento.

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