Atene evita il fallimento, approvato il piano di austerity di Papandreou – Rassegna stampa/1

Il Parlamento greco approva il piano di tagli e privatizzazioni da 78 miliardi. Scontri e proteste nelle piazze si sono conclusi con una novantina di feriti e una quarantina di arresti. Oggi la maggioranza di Papandreou deve riuscire a far approvare anche i decreti attuativi per assicurarsi l’arrivo gli aiuti dall’Europa

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Secondo il presidente della Commissione europea Barroso la Grecia ha fatto un gesto di «responsabilità nazionale», per il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker «la strada ora è libera per il pagamento della quinta tranche del prestito bilaterale da Eurozona e Fmi». “Atene non tradisce l’Europa. Il Parlamento greco ha votato ieri un primo sì al piano di tagli da 28 miliardi messo a punto dal governo di Papandreou, un passaggio fondamentale per sbloccare gli aiuti internazionali necessari ad evitare il crac del paese” (Repubblica, p. 24).

“Il centro della capitale ellenica – tra l’altro – è stato di nuovo teatro di un’altra giornata di proteste e scontri. Frange marginali dei cortei convocati dai sindacati nel secondo giorno di sciopero generale hanno assaltato il ministero delle Finanze in piazza Syntagma, dando fuoco a un ufficio postale. Le forze dell’ordine (il governo ha schierato 5 mila poliziotti) hanno risposto per tutta la giornata con gas lacrimogeni. Il bilancio finale è stato di una novantina di feriti e una quarantina di arresti” (Repubblica, p. 24).

“Per risparmiare 28 miliardi in cinque anni il governo ha alzato le tasse sul gas da riscaldamento e abbassato le soglie di esenzione fiscale, ha bloccato il turnover del pubblico impiego tagliando benefit in busta paga pari al 20% del totale. Tagli pesanti sono previsti pure per la sanità, le pensioni e gli investimenti pubblici. Sul fronte delle entrate, invece, è previsto un piano di privatizzazione da 50 miliardi” (Repubblica, p. 24).

Ieri in Parlamento la manovra appoggiata dal premier Papandreou ha ottenuto la maggioranza ma oggi devono essere votati i decreti attuativi: il rischio di default dello Stato greco non è ancora scongiurato.

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