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Arcigay Rimini al Meeting per «verificare» l’omofobia dei ciellini

agosto 26, 2015 Redazione

La sezione locale dell’associazione invita gli aderenti a partecipare all’incontro sulla famiglia. «Non amiamo le provocazioni fini a se stesse, ma indossando i simboli della campagna di Arcigay»

arcigay-meeting

«Delegazione Arcigay Rimini al #Meeting15 di CL per assistere all’incontro sulla famiglia, mercoledì 26 alle 19. Chi vuole partecipare è il benvenuto, impegnandosi a mantenere un contegno appropriato alle circostanze». Comincia così un post pubblicato sulla pagina Facebook dell’Arcigay Rimini, in cui si invitano i propri sostenitori a presentarsi all’incontro sulla famiglia in programma alla kermesse riminese.

GLI OMOFOBI NEGRI E AMICONE. «Quelli di CL hanno ben chiaro dove sono le priorità – si legge nel post -, e in questa edizione del Meeting hanno proprio fatto di tutto per evitare di parlare di famiglia, visto che il premier Renzi si era impegnato a far approvare una legge sulle unioni civili omosessuali e loro sono sempre molto attenti a non disturbare i detentori del potere».
Nell’analisi di Arcigay Rimini, gli organizzatori «con un pretesto hanno emarginato il vescovo Negri e la sua truculenta omofobia, non c’è traccia ufficiale di Amicone (promotore nel 2013 di una raccolta di firme dove sosteneva che l’omosessualità è una “grave depravazione”) e l’unico incontro ufficiale sulla famiglia, argomento sempre a rischio, è stato relegato all’ultimo slot dell’ultimo giorno per massima prudenza».

CI SI È MESSO PURE BAGNASCO. Solo che poi, scrivono, l’omofobia dei ciellini è venuta lo stesso a galla: «Peccato però che la prorompente omofobia degli esponenti di CL trasudi da ogni poro, e così abbiamo avuto le imbarazzanti (per loro) teorie del duo comico Carbone&Puccetti, per cui le coppie gay si ammalano di più ed equivalgono a mettersi le dita nelle orecchie. Per evitare ulteriori figuracce internazionali e possibili irritazioni con Renzi gli è stata tolta la parola ed è stato persino vietato, a suon di minacce di azioni legali, di fare la minima ripresa. Poi però ci si è messo anche Bagnasco a rincarare la dose, al punto di costringere due ministri, perfino il cattolicissimo Delrio, a chiarire che le unioni civili vanno avanti».

VERIFICARE LA LINEA UFFICIALE. Che fare? Lasciare perdere? Cantare vittoria? No, occorre «verificare» che i ciellini siano finalmente guariti dall’omofobia. Così si conclude il post: «La strategia di tenere un basso profilo è quindi lampante, e dimostra che CL ha già registrato la sconfitta sui temi delle famiglie omosessuali. Per verificare però che questa sia la linea ufficiale di CL e non quella squinternata e volgare del duo Carbone&Puccetti, Arcigay “Alan Turing” Rimini parteciperà con una delegazione all’incontro di mercoledì sulla famiglia. Sarà presente anche la dott. Elena Angelini, responsabile famiglie di Arcigay Rimini, e altri volontari. Ci presenteremo senza bandiere perché non amiamo le provocazioni fini a se stesse, ma indossando i simboli della campagna di Arcigay a favore del matrimonio egualitario perché il dialogo non è possibile senza chiare identità. Ci incontriamo alle 18.30 al centro commerciale i Malatesta e poi si va».


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19 Commenti

  1. Cisco says:

    Venghino, venghino (anzi: vadino, vadino)! Intanto grazie per la pubblicità gratuita al libro di Giorgio Maria Carbone – “Gender. L’anello mancante?” – reperibile sull’omofoba Amazon per la modica cifra di 11,90 Euro.

    Per il resto la dimostrazione che il tasso di suicidi e varie malattie (quindi di mortalità) è di gran lunga maggiore per le coppie omo (soprattutto lesbiche, 640% in più) rispetto a quelle etero, è riportato nello studio “Marriage, cohabitation and mortality in Denmark: national cohort study of 6.5 million persons followed for up to three decades (1982–2011)” dei danesi Morten Frisch e Jacob Simonsen. E’ un po’ difficile tirare fuori la scusa dell’omofobia in un paese dove da anni perfino la chiesa di stato celebra matrimoni gay. Senza contare che non si è mai vista una persona ammalarsi di cancro a causa di una fantomatica “omofobia” della società in cui vive.

    • marco nicolao says:

      Lo stesso Morten Frisch che ha correlato la circoncisione con l’autismo? (Basta gloogare il nome)
      quindi ebrei, musulmani e nordamericani dovrebbero preoccuparsi parecchio…

      mi piacerebbe sapere dove sono le sei milioni e mezzo di coppie gay seguite per un trentennio. Dubito tutte in Danimarca, la cui popolazione e’ meno di cinque milioni e mezzo. Anche includendo le coppie etero (o tutti i single, che in teoria non dovrebbero entrarci), qualcosa non torna, non vi pare?

      verificare le fonti, che fatica…

      P.S. Dear Cisco,
      ammalarsi di cancro perché si è gay, invece che per omofobia, è più credibile? Se vogliamo continuare con le bufale, sapete che studi serissimi (…) negli anni settanta hanno trovato relazioni tra l’ascolto della disco music e l’omosessualità?

      Il prossimo post vi parlo della relazione tra le scie chimiche e i cambiamenti climatici, mi sembra a livello…

      • Cisco says:

        @Nicolao

        Lo studio che citi di Frisch sulla correlazione tra circoncisione e autismo viene definito dallo stesso autore senza pretese di causalità. Infatti sostiene che potrebbe essere anche il semplice dolore, a prescindere dalla modalità con cui è procurato, la chiave interpretativa.
        La ricerca sulle coppie sposate si è svolta nell!’arco di trent’anni e ovviamente la maggior parte delle coppie coinvolte erano etero, proprio per questo è stato possibile un raffronto. Inoltre anche qui messo di correlazione non significa necessariamente nesso di causalità diretta: una coppia gay e’ più propensa a contrarre malattie infettive non in quanto gay, bensì in quanto più abituata a un certo tipo di attività sessuale. D’altra parte basta andare sul sito dell’omofobo circolo Mario Mieli per leggere un’intera pagina dedicata alla Campagna Permanente per la Prevenzione delle Infezioni asessualmente Trasmissibili. Ergo, la ricerca danese conferma quelli che già l’OMS e il Circolo Mario Mieli evidenziano….

      • To_NI says:

        Morten Frisch ha messo in relazione circoncisione praticata prima dei 5 anni ed autismo ipotizzando per causa lo stress del dolore. Lo hanno fatto (trattandosi di un equipe) considerando 340.000 ragazzi nati in Danimarca tra il 1994 e il 2003. Hanno riscontrato 5000 casi di autismo calcolando il 46 per cento le probabilità di sviluppare un disturbo dello spettro autistico prima dei 10 anni d’età. Rischio raddoppiato se la procedura viene eseguita prima del quinto compleanno. Morten Frisch ha invitato i ricercatori , data la diffusione della pratica nel mondo, a esaminare la probabilità di questo rischio. Fare una ipotesi e chiedere ad altri ricercatori di verificarla mi sembra un atteggiamento serio.

        Poi lo studio Morten Frisch e Jacob Simonsen non parla di 6,5 milioni di coppie gay ma di 6 5 milioni di adulti che risiedevano in Danimarca per un periodo compreso tra il 1 ° gennaio 1982 e il 30 settembre 2011 .
        Mi pare che la “relazione tra le scie chimiche e i cambiamenti climatici” sia il tuo vero campo.

        Leggi di Più: Arcigay Rimini a incontro Meeting famiglia | Tempi.it
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        in effetti sei a livello

      • Fabio says:

        Il titolo parla di sei milioni e mezzo di PERSONE, non di coppie. Anche includendo l’accecamento ideologico, i conti dovrebbero tornare, non le pare?

        Ammalarsi di cancro…ad esempio – ipotizzo – al collo dell’utero a causa del papilloma virus (Mortality was particularly high for same-sex married women (HR = 1.89), notably from suicide (HR = 6.40) and cancer (HR = 1.62), o al colon-retto, a causa di una maggiore promiscuità sessuale, che facilita la trasmissione di STD (al punto che l’OMS ne è fortemente preoccupata, essendo i MSM l’unico gruppo sociale in Occidente a vedere un trend in crescita nella diffusione dell’AIDS).

    • MicheleL says:

      Gli studi andrebbero letti, prima di trarne deduzioni che gli autori non traggono, tendenza tipica di chi vuole manipolare lavoro di altri, perchè incapace di farlo o facente parte di gruppo che non è in grado di farlo (gli “esperti” fulminati su varie vie di paolina memoria si rivelano invariabilmente mediocri se non ciarlatani).
      Ciò detto, leggendo lo studio di Frisch e Simonsen, che è sì valido -ma soprattutto per la popolazione Danese e che si può generalizzare con cautela- ed evidenzia che la condizione con mortalità minore è la coppia eterosessuale, non dice nemmeno lontanamente che la coppia omosessuale sia peggio del celibato. Infatti gli individui in coppia hanno mortalità più basse dei single (anche etero) e che la condizione migliore, dopo quella di coppie eterosessuale, è quella di coppia omosessuale. Il dato del suicidio, unico in contro-tendenza, su cui gli autori non entrano nel dettaglio e che viene sbandierato a destra e a manca? Riguarda 24 (ventiquattro) suicidi in 10 anni su 613 380 morti. Ecco perchè gli autori non entrano nel dettaglio, perchè non è trattabile come dato generale, ma considerata l’esiguità dei casi andrebbe valutato con maggiore attenzione (e.g. le coppie sieropositive sono più stabili per ovvie ragioni, ma minate da una sofferenza che può indurre a gesti estremi).
      Inoltre occorre ricordare l’effetto dell’astio e della condanna sociale omofoba, che non è che in Danimarca non esista e non sia esistito (qui si risale a decenni e decenni fa), e che è del tutto analogo all’effetto che fa sì che negli USA la popolazione di colore viva come vive, tra mortalità e criminalità, ma che questo di certo non sia un dato proiettabile su ogni singola famiglia di colore (il Presidente, magari?) ma piuttosto serve ad indurre a riflettere sull’eradicare le cause della sofferenza della popolazione di colore e non la popolazione stessa… Idem per gli omosessuali e i loro matrimoni.
      Nota di colore, giacchè si parla di studi sulla mortalità: gli omofobi hanno una mortalità maggiore del 25% rispetto ai non-omofobi. A quanto pare rodersi il fegato mina la salute… Hatzenbuehler, Mark L., Anna Bellatorre, and Peter Muennig. “Anti-Gay Prejudice and All-Cause Mortality Among Heterosexuals in the United States.” American journal of public health 104, no. 2 (2014): 332-337.
      P.S. Salve To.Ni, come sta? Le sono mancato? 🙂

      • To_NI says:

        Caro MicheleL

        devo ammetterlo, in effetti ero in pensiero per te, volevo chiedere al senatore come stavi. Spero che ti sei ripreso, ossigenato, tonificato, ottimizzato.

        PS: Mi è piaciuta la battuta comica sulla mortalità degli omofobi. All’Apa hanno ammesso come componenti dello staff scientifico comici dello Zelig?

        • MicheleL says:

          Tutto bene To.Ni, sono stato giusto un po’ impegnato con una cosetta o due e mi sono pure preso una bella vacanza. Io al contrario di parecchi che intervengono su Tempi non ho contatti con alcun senatore, temo che quello che mi pare di capire conosce lei non le sarebbe stato d’aiuto. Quanto allo studio che la diverte tanto, la invito a leggerlo -come faccio io con quelli che commento- e magari farmi avere qualche osservazione pertinente. Nel frattempo, giacché ricordo bene chiari segni di reazioni emotive da parte sua, le consiglio di limitare il sale e magari pure le sòle, che le fanno il sangue cattivo!

          • To_NI says:

            Che delusione, del senatore mi avevi dato pure l’indirizzo di casa, eri prossimo a darmi il cellulare, io me ne vantavo pure, ed invece neanche lo conosci. Peccato!!!
            Sullo studio, caro MicheleL, lo sai benissimo quello che penso: per quell’ “autorevole studio” diventa omofoba pure la mia gatta se si manifesta indisposta alle avance del gatto appartenente ad un gay.

  2. Luca P. says:

    Sinceramente mi pare un fatto positivo … soprattutto se manterranno la promessa di non cercare “le provocazioni fini a se stesse”.
    L’associazione Arcigay di Rimini ha le sue idee ma vuole partecipare direttamente all’incontro per sentire dal vivo (ed eventualmente intervenire se ci sarà una sessione di domande/risposte) quanto sostengono i relatori dell’incontro.
    Se poi l’hanno scritto sul loro profilo facebook o sono in buona fede o sono ingenui.
    Il modo con cui parteciperanno a questo evento pubblico sarà la cartina tornasole della loro eterofobia.

  3. Orazio Pecci says:

    Auguro all’Arcigay tanto successo quanto ne ha avuto il Partito Europeo Animalista a Siena.

  4. Mappo says:

    Gli omosessualisti se la prendano con gli autori dello studio danese e ne confutino, se possibile, i risultati e lascino noi tutti in pace a Rimini come altrove. Se poi i suddetti dati risultassero corretti facciano studi analoghi in altri paesi gay friendly come la stessa Danimarca e quindi se tali dati confermassero i risultati danesi ne traggano le debite conseguenze, ma forse questo sarebbe un approccio troppo scientifico per chi si nutre solo di (gaya) ideologia

    • pippo says:

      Mappo, sai leggere? lo studio in questione tira acqua al mulino dei gay, perchè dice che gli omosessuali hanno probabilità di ammalarsi molto più alta… se single, la cosa cambia radicalmente per gli omosessuali in coppie stabili e/o sposate… leggi, leggi…. capisco? gli omosessuali si ammalano di più, se non sposati! quindi lasciate che si sposino

  5. yoyo says:

    Spero, andando, si siano accorti che i cattolici non sono brutti e cattivi. E spero anche che la loro presenza non abbia intimorito i relatori. Certo che sullo stand dei domenicani la direzione del Meeting poteva essere più coraggiosa in difesa della famiglia naturale.

  6. Emanuele says:

    Questa volta Arcigay ha ragione almeno su un punto…. CL voleva tenere un basso profilo (non so se per non scontentare Renzi o per quieto vivere ) sulla questione famiglia.

    Lo dimostra il caso di padre Carbone (che parlava peraltro da uno stand di uno sponsor) cui è stato impedito di parlare ulteriormente. Nonostante Padre Carbone abbia correttamente citato uno studio pubblicato su una rivista scientifica internazionale ed abbia ribadito la dottrina della Chiesa.

    Lo dimostra sempre il caso Carbone, con il silenzio assordante di questa testata sui fatti. Padre Carbone è stato diffamato e ridicolizzato da Repubblica ed la maggior parte dei media, ma nessuno lo ha difeso. Per leggere qualcosa dell’accaduto, ahimè, ho dovuto cercare sulla Nuova Bussola.

    Lo dimostra il fatto che al Meeting si lascia andare a ruota libera un Grillino farneticante che vomita il suo odio su CL e Compagnia delle Opere, ma si impedisce a Padre Carbone di dire la verità.

    P.S.

    Ero intenzionato ad abbonarmi a Tempi, ma vista la linea editoriale tenuta in questo caso , ho seri dubbi… mi dispiace, credevo di aver trovato un giornale che non teme l’autocritica… forse mi sbagliavo.

  7. powerfons says:

    Però fossi in voi mi troverei una mezz’ora prima, altrimenti rischiate di arrivare che il salone è già pieno. ***ATTENZIONE *** SE IL SALONE È PIENO NON VI FANNO ENTRARE, non per omofobia ma per regole di sicurezza. È dunque opportuno arrivare con buon anticipo.

  8. Antonio says:

    La categoria di omofobia non fa valere soltanto una giusta presa di posizione contro l’intolleranza di chi non rispetta le differenze: diventa essa stessa una nuova categoria dell’intolleranza, con cui non si accetta l’esistenza di prospettive diverse. È, per dirla con Orwell, una categoria con cui si punisce lo “psicoreato” di chi osi violare l’ortodossia del politicamente corretto».
    L’arcigay è la polizia del pensiero, chedo che dovrà arrestarne veramente tanti e tanti.

  9. Giannino Stoppani says:

    Se non altro è meglio Alan Turing di Mario Mieli (forse)…

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