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Ankara, processo al giornalista che svelò i camion di armi turche diretti ai jihadisti in Siria

novembre 27, 2015 Leone Grotti

Il direttore di Cumhuriyet, denunciato dal presidente Erdogan in persona, rischia l’ergastolo per «terrorismo e spionaggio». La procura ha chiesto il suo arresto

Can Dündar, direttore di Cumhuriyet, il giornale che a maggio ha pubblicato con uno scoop internazionale le foto e il video esclusivo delle armi inviate dalla Turchia alle milizie islamiste in guerra contro Assad in Siria, ha cominciato oggi il suo processo ad Ankara. Accusato di spionaggio e terrorismo, rischia una pena che va dai 10 anni all’ergastolo.

«PAGHERÀ A CARO PREZZO». Il procuratore Irfan Fidan ha chiesto che Dündar, insieme a un collega, venga arrestato durante il processo e ora la corte dovrà decidere. Il processo è particolare anche perché non è lo Stato ad aver denunciato il giornalista, ma il presidente Recep Tayyip Erdogan in persona, chiedendo per lui l’ergastolo più 42 anni di carcere. A giugno il presidente turco disse: «Chi ha pubblicato il video pagherà a caro prezzo questa decisione».

ARMI AI TERRORISTI. Le foto e i video mostrano membri dell’intelligence turca (Mit) caricare di armi un camion da inviare in Siria. Come riportato in esclusiva a Reuters da due pubblici ministeri turchi, attualmente sotto processo per le loro rivelazioni, quattro camion pieni di parti di missili, munizioni e mortai semi-assemblati sono partiti tra il 2013 e il 2014 dalla Turchia e sono stati scortati da membri dell’intelligence di Stato in territorio siriano controllato anche da milizie di Al-Qaeda. Uno dei quattro camion, come affermato da testimoni, è stato intercettato dalla polizia ma gli altri tre no, visto che quando gli ufficiali li hanno raggiunti sono stati minacciati da membri del Mit che hanno intimato loro di andarsene.

SOTTO LE MEDICINE. I camion, per la precisione, trasportavano sei container di acciaio con all’interno un totale di 1.000 parti di missili, 50 mila munizioni per mitragliatrici, 1.000 mortai e 30 mila munizioni per mitragliatrici pesanti. Il tutto era nascosto sotto strati di medicine. A riguardo del processo, il presidente della Suprema corte di appello, İsmail Rüştü Cirit, ha dichiarato: «I tempi che stiamo attraversando sono eccezionali. Noi facciamo del nostro meglio per tirare fuori il paese dai guai in cui si è cacciato».

turchia-cumhuriyet-video«DIFENDIAMO IL GIORNALISMO». Dopo aver ottenuto il permesso di parlare, il direttore Dündar ha dichiarato davanti alla Corte: «Siamo qui per difendere il giornalismo, per difendere il diritto dell’opinione pubblica di conoscere le notizie e sapere se il governo le propina menzogne. All’inizio il governo ha risposto dicendo: “Non esiste niente di tutto ciò. Erano solo aiuti [umanitari]”. Poi si è scoperto che erano armi. Allora hanno detto che erano dirette ai Turcomanni. Poi il vice primo ministro, Tuğrul Türkeş, ha detto: “Giuro su Dio che i camion non erano diretti ai Turcomanni”. Poi i Turcomanni hanno detto di non aver mai ricevuto armi. (…) Io non so perché il presidente è l’unico ad essere ricorso [contro di noi]. Questo segreto è un segreto che appartiene allo Stato, non a Erdogan personalmente».

FAVORIRE IL TERRORISMO. Il processo è sensibilissimo in un momento in cui la Russia, e non solo, sta accusando esplicitamente la Turchia di aiutare i terroristi islamici in Siria. Ankara, del resto, ha sempre fatto di tutto per favorire le milizie jihadiste che combattono contro Assad, consentendo a centinaia di combattenti stranieri di unirsi alle fila dei ribelli e dello Stato islamico passando attraverso i suoi porosi confini. La Turchia a giugno ha anche cominciato ad appoggiare attivamente un gruppo di terroristi in Siria, insieme a Qatar e Arabia Saudita. La milizia Jaish Al-Fatah, Esercito di conquista, comprende anche gruppi di Al-Nusra ed è operativa nel nord della Siria.

Foto Ansa/Ap


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25 Commenti

  1. pensieroso says:

    Ecco un bel esempio di religione islamica applicata alla vita sociale. Sono un secolo dietro all’Occidente. E poi dicono che la Tuchia e’ uno stato moderato che dovrebbe entrare in Europa.

    • Bob says:

      Non dimentichiamoci che in occidente abbiamo lo stato del Vaticano, dove a libertà di stampa siamo agli stessi livelli (vedi quello che sta accadendo in questi giorni).

      • EquesFidus says:

        Trafugare carte segrete non è giornalismo o libertà di stampa: è alto tradimento.

        • Bob says:

          Trafugarle magari, ma pubblicare notizie di illeciti di cui si viene a coniscenza nell’interesse pubblico no. È libertà di stampa.
          Che di solito viene negata solo nei regimi totalitari.

          • Infatti says:

            Infatti la libertà di stampa è così negata che i giornalisti interessati hanno pubblicato i loro “libri” in molte nazioni e stanno facendo un sacco di soldi! Deve essere davvero eroico difendere la libertà di stampa in questo modo e – solo casualmente, si intende – fare soldi a palate!!! Allora, magari, possono anche rispondere del modo in cui si sono procurati i documenti che li stanno facendo ricchi.

            • Bob says:

              In Italia i giornalisti hanno il diritto di non rivelare la fonti. È un diritto basilare per la libertà di informazione.
              In altri stati teocratici non so, ma essendo in Italia vale la legge italiana.

              • Se è per questo says:

                Se è per questo in Italia la legge prevede anche la fattispecie del reato di ricettazione: quell’azione (tesa a procurare profitto per sé stessi o altri) di acquistare, detenere od occultare cose provenienti da un crimine.

                Ti risulta che la “libertà di informazione” esima dal rispettare le altre leggi?

                • Bob says:

                  Nonsense. Si tratta di cose diverse.
                  Altrimenti il vaticano avrebbe potuto denunciarli anche in Italia e non solo in Vaticano, non credi? E invece non l’ha fatto.

                  In ogni caso volevo solo fare notare che i due casi (Turchia e Vaticano) sono molto simili.

                  • BTW says:

                    “Il processo non intende «conculcare la libertà di stampa», ma che «l’imputato è chiamato a rispondere della condotta dell’attività svolta per ottenere le notizie e i documenti pubblicati» (dalla prima udienza del processo)”
                    I documenti trafugati erano? Del Vaticano. Le persone che li han trafugati lavoravano? In Vaticano. Ecc ecc ecc.
                    Per i giornalisti è stato richiesto l’arresto prima del processo?
                    Per un reato commesso in Francia ti processano in Italia?
                    È la stessa cosa?

                  • Cisco says:

                    @Bob

                    Ma come si fa a mettere sullo stesso piano chi denuncia un traffico di armi a favore di terroristi e chi pubblica la metratura delle abitazioni in cui alloggiano dei prelati in Vaticano, cioè simili alle stesse che Nuzzi e Fittipaldi andranno a comprarsi una volta intascati i soldi dell’investimento in materiale trafugato? Voi anticlericali siete ridicoli, e il bello è che dite in gio che lo fate per il bene della Chiesa e che sarebbero i cattolici a voler sapere….come se già non lo sapessero (il Copyright del peccato originale è nostro!)

                  • Perchè? says:

                    Perchè secondo te sarebbero cose diverse?

                  • Bob says:

                    Ragazzi, perché ve la prendete tanto?
                    Io stavo solo facendo notare che non solo in Turchia vengono processati i giornalisti perché fanno il loro lavoro, ma che questo succede anche in alcuni stati non democratici dell’occidente. Punto.

                    • Cisco says:

                      @Bob

                      Continui a non capire, oppure (mi auguro) a far finta: pubblicare materiale trafugato non è giornalismo. Nei paesi civili (non necessariamente democratici) vige il diritto alla riservatezza, che prevale (o dovrebbe prevalere) su quello di informazione.

                    • Bob says:

                      @Cisco
                      E allora che il Vaticano denunci i due giornalisti in Italia.

                      Poi se tu credesse davvero a quello che dici, perché non ti scagli anche contro i giornalisti che hanno pubblicato articoli contro planned parenthood? Anche loro con l’inganno hanno rubato riprese e documenti.

                      Sai cosa penso?
                      Che in realtà a voi non frega niente della libertà di espressione perché per la mentalità cattolica questa non esiste.

                      Basta leggere un commento sopra dove so parla di “alto tradimento”: che razza di reato è in una democrazia? Chi avrebbero tradito i 2 giornalisti nello specifico?

                    • Ripeto: perchè secondo te says:

                      Ripeto: perchè secondo te sarebbero cose diverse? Forse perchè non sono cose diverse?

                  • benny says:

                    Saranno anche simili ma le conseguenze che producono sono enormemente diverse….qui si parla di ergastolo…

      • Carla says:

        Caro Bob, rubare documenti non è libertà di stampa. soprattutto se quando viene fuori la notizia i due giornalisti hanno già il libro pronto in libreria! apri gli occhi!

      • Mappo says:

        Bob, per favore non diciamo idiozie. Rubare documenti di stato è un reato in qualunque paese civile.
        Ti sei scordato di Assange e Wikileaks? Il militare che ha passato i documenti ad Assange è ancora in carcere e non credo che uscirà tanto presto e lo stesso Assange se finisse nelle mani della giustizia americana farebbe la stessa fine. Qualunque nazione civile sottoporrebbe Nuzzi e Fittipaldi a processo e, tranne ovviamente l’Italia, li condannerebbe, assieme ai loro collaboratori.

  2. Noro says:

    E c’è gente che sta lavorando per far entrare la Turchia nella UE !!
    Assurdo.

  3. SUSANNA ROLLI says:

    “Solo” l’ergastolo?

  4. GD says:

    La vicenda turca si commenta da sé e se questa è democrazia…
    Ma anche la vicenda dei due giornalisti italiani processati dallo Stato del Vaticano si commenta da sé: per la legge italiana, dove scrivono e pubblicano, nessun reato viene contestato loro. E quanto alla legge vaticana: quale è il reato contestato loro ? Furto o ricettazione, non risulta..

  5. Francesco M. says:

    Cari signori siete fuori di testa! Questo giornalista ha denunciato un traffico illecito di armi ( e sottolineo illecito) vendite ai terroristi (gente che ammazza senza problemi oggi in Siria domani chissà ) . Questa è un’opera Buona che andrebbe premiata! Il Vaticano ha denunciato un furto e licenziato i dipendenti che lo hanno commesso cose che avrebbe fatto chiunque per giusta causa. Voi confondere il bene con il male, tipico dei ranocchi incantati dal serpente

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