Amnistia, Renzi è scettico e “bacchetta” il Pd sul rapporto con Napolitano

Il sindaco di Firenze torna a marcare la sua distanza con il Colle e con il premier Letta sul provvedimento di clemenza per i carcerati: «Non si può dire l’ha detto il Capo dello Stato e quindi si fa così punto e basta»

«Il presidente della Repubblica non è mai uscito dai suoi poteri, neanche con l’ultimo messaggio alla Camere, anzi ha dimostrato una capacità di servizio unica. Poi, non si può dire: l’ha detto il Capo dello Stato, quindi si fa così punto e basta. I partiti se non discutono su questi temi, come quello dell’amnistia, cosa ci stanno a fare?». Con la sua partecipazione al programma In mezz’ora di Lucia Annunziata il sindaco di Firenze Matteo Renzi rinnova il dibattito sull’amnistia – e più in generale sul rapporto con il Colle – dentro il Partito democratico. Una dinamica che sta animando la fase precongressuale del Pd, tanto che il bersaniano e ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato ha attaccato: su questo tema il sindaco di Firenze «ragiona in termini puramente propagandistici stile Grillo». Duro anche il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi (Pdl): «L’amnistia e l’indulto – ha detto – sono stati richiesti e provocati da intervento fortemente elevato dal Presidente della Repubblica, che ha posto il tema del dramma delle carceri. Per una volta il Pd e il futuro segretario del Pd la smettano di pensare se le cose possono essere fatte o non fatte pensando a Berlusconi, all’unico nemico che ha tenuto unito l’opposizione».

RENZI E IL DISSENSO DA NAPOLITANO. Oggi pomeriggio, ospite alla trasmissione di Lucia Annunziata, Matteo Renzi ha elogiato il ruolo di Napolitano ma ha anche precisato che «bisogna anche avere il coraggio di dire che su alcune cose si può essere in disaccordo» e questo «non è lesa maestà». «Se ci sono ministri – ha proseguito il sindaco di Firenze – che anziché preoccuparsi di governare passano il tempo a commentare le mie dichiarazioni, mi dispiace per loro».

BONINO: «LEGGERE PRIMA DI ROTTAMARE». Il vero obiettivo di Renzi sembra essere sempre più il governo Letta, uscito rafforzato dopo il voto di fiducia del 2 ottobre ma la cui tenuta confligge con i progetti sul medio termine del sindaco di Firenze. L’amnistia o l’indulto diventano così il mezzo attraverso cui il candidato segretario tenta di tenere sulla corda il governo dell’ex vicesegretario del Pd, colpendo l’asse con Napolitano. Nella polemica si è inserito anche il ministro degli Esteri Emma Bonino, secondo la quale se Renzi «è il nuovo che avanza, fatemi il favore di ridarmi l’antico». «Legga bene il messaggio di Napolitano, prima di rottamarlo», ha detto il ministro Bonino.