Ambientalisti portano in tribunale il governo inglese per obbligarlo a ridurre l’inquinamento

ClientEarth ha fatto causa al governo britannico sostenendo che ha l’obbligo giuridico di rispettare i tempi stabiliti dall’Unione Europea per ridurre l’inquinamento.

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Il Regno Unito soffre per la crisi ma nonostante la perdita della tripla AAA continuerà per la sua strada fatta di rigore e tagli. Ma la situazione potrebbe aggravarsi se la Corte suprema inglese costringesse il governo a varare costose e recessive misure per ridurre l’inquinamento fino a rispettare i parametri dell’Unione Europea.

RISPETTARE LA LEGGE EUROPEA. Lo scenario è futuribile perché ClientEarth, gruppo di avvocati che si battono per il rispetto dell’ambiente, ha fatto causa al governo britannico sostenendo che ha l’obbligo giuridico di rispettare i tempi stabiliti dall’Unione Europea per ridurre l’inquinamento (specialmente i tassi di NO2 nell’aria). Se tutto va avanti senza che niente cambi, il Regno Unito rientrerà nei parametri nel 2025, mentre avrebbe dovuto farlo nel 2010. Ma secondo il governo, ed è il modo in cui si difenderà davanti ai cinque giudici della Corte, non l’Inghilterra non è obbligata a implementare la legislazione europea.

«IL GOVERNO SBAGLIA». «Il governo è dalla parte sbagliata della scienza e dalla parte sbagliata della legge» ha dichiarato Alan Andrews di ClientEarth. «È necessario che la Corte suprema intervenga e obblighi il governo a rispettare i suoi impegni legali e morali per proteggerci dall’inquinamento dell’aria». Simon Birkett, direttore del gruppo ambientalista Clean Air rincara la dose e fa un passo avanti: «Londra e il Regno Unito hanno già sofferto quattro volte per livelli di smog eccessivi. Se la Corte suprema non fa qualcosa, la Commissione Europea si muoverà. L’esposizione per lungo tempo all’inquinamento dell’aria è il rischio più grave dopo il fumo per la salute pubblica». Secondo gli esperti, i giudici si prenderanno alcune settimane prima di decidere.

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