Alitalia e Telecom. Lupi: «Non possiamo falsare la concorrenza, il governo salvaguarda gli asset strategici»

Il ministro dei Trasporti: «Per Alitalia, il fulcro del nostro interesse è il futuro piano industriale». Sulle telecomunicazioni «è evidente che la rete è il problema centrale»

«Il compito di un governo non è mettersi di traverso alla vendita di aziende, che peraltro sono private, ma assicurare al Paese che gli asset strategici non vengano dispersi». Così Maurizio Lupi, ministro dei Trasporti, commenta al Corriere della Sera le vicende di Alitalia e Telecom. Per quanto riguarda l’azienda di telecomunicazione passata nelle mani del gruppo spagnolo Telefonica, il tema che interessa al Governo, spiega Lupi, «è la rete», cioè le infrastrutture sul territorio. «Per Alitalia», che sta per finire sotto il controllo di Air France,« il fulcro del nostro interesse è il futuro piano industriale».

NESSUNA SORPRESA. «Il governo – spiega Lupi – non è stato colto di sorpresa». Su Alitalia, il ministero dei Trasporti si sta muovendo da mesi, «per agevolare lo sviluppo senza falsare la concorrenza».  Il governo, prosegue il ministro, ha posto «la scadenza di metà ottobre per la presentazione del piano degli aeroporti». Lo scopo del piano è quello di «accompagnare lo sviluppo di quelli strategici per il paese», senza privilegiare le compagnie low cost.
«Nessuno poteva prevedere la crisi che ha travolto anche il trasporto aereo», è il commento di Lupi sull’esito della manovra del 2008 per tenere Alitalia in mani italiane, benedetta dal centrodestra. Per il ministro oggi «non esistono preclusioni all’acquisto di Air France-Klm». Il governo però esige dall’azienda francese risposte precise ad alcune domande: «Che piano di sviluppo è previsto? Il modello per Alitalia è quello Klm, che ci piace, o la regionalizzazione? Quali garanzie ci sono sull’occupazione?».

DIFENDERE AZIENDE PUBBLICHE. «Sulle telecomunicazioni è evidente che la rete è il problema centrale», spiega Lupi: il compito del governo dunque «è salvaguardare la rete sul modello Terna o Snam». Il ministro sostiene la necessità di «procedere allo scorporo e alla creazione di una società pubblica»  che gestisca la rete infrastrutturale di cui è dotata Telecom.
Per difendere gli asset strategici, prosegue Lupi, occorrerebbe creare una classe dirigente e manageriale all’altezza di competere». Il ministro sostiene che ci sarebbe bisogno di «un po’di autocritica».
Lupi fa un commento anche sulla salvaguardia delle aziende pubbliche come Eni, Enel e Finmeccanica, che spiega Lupi, intende «favorirle nella legge di Stabilità, con aiuti agli investimenti, un costo del lavoro minore e anche un ruolo diverso della magistratura, che scongiuri vicende come quelle dell’Ilva».