«Affitto casa a Londra: astenersi conservatori, infedeli e sionisti»
«Soltanto per musulmani», «Esclusi conservatori ed elettori di Reform Uk», «Sionisti pro-Israele cercate altrove», «Però niente uomini eterosessuali, per favore!». Chi cercasse casa a Londra di questi tempi – per prendere in affitto un intero appartamento o una sola stanza come pensionante – facilmente si imbatterebbe in questo genere di annunci discriminatori. Sono apparsi e in molti casi ancora appaiono su piattaforme come Facebook e Telegram in pagine di operatori del settore, sui più importanti siti britannici specializzati in condivisioni di alloggi come SpareRoom e Cohabitas e su siti di annunci classificati come il molto popolare Gumtree. Lo ha evidenziato un’inchiesta condotta dal Daily Telegraph.
«Muslim only»
Su Facebook, una società di nome Roshan Properties, che ha anche un account TikTok, presentava decine di annunci che recitavano «preferibilmente ragazzo musulmano», «una camera doppia disponibile per musulmani» e «adatto a ragazzo punjabi» (il Punjab è una regione del Pakistan). Altri annunci pubblicizzavano affitti «solo per indù». La pagina è stata rimossa da Facebook. Non è stata rimossa invece “Renting room in London for muslims”. Anche annunci su Gumtree includono richieste di soli inquilini musulmani o indù.
Gli alloggi in affitto con specifiche indicazioni religiose vengono pubblicizzati in tutta la capitale, in quartieri e distretti amministrativi di Londra come Ilford, Newham, Barking, Dagenham, East Ham, Redbridge, Walthamstow, Upton Park, Harrow e Newbury Park. I messaggi su Telegram durano solo un mese prima di essere cancellati, ma gli screenshot scoperti dal Telegraph mostrano decine di annunci che richiedono inquilini di sesso, religione e nazionalità specifici. I giornalisti hanno chiesto a un proprietario di casa che affittava una stanza «solo per musulmani» a Barking per 850 sterline al mese, bollette incluse, se fosse disponibile anche per persone di altre fedi, e la risposta è stata: «Andatevene».
«Niente uomini né Terf né elettori di Farage»
Gli annunci che discriminano su base di orientamento sessuale e di posizioni critiche sull’identità di genere sono di solito pittoreschi. Un annuncio per una stanza a Bethnal Green, nella zona est di Londra, disponibile da giugno, cerca un «coinquilino rispettoso» ma aggiunge: «Comunque niente uomini eterosessuali, per favore!». Un altro annuncio a Greenwich è stato pubblicato da una «transfemme non binaria» che afferma di essere «idealmente alla ricerca di una persona queer» prima di concludere: «Terfs [cioè femministe che non riconoscono come donne i trans], Swerfs [femministe contrarie al riconoscimento della lavoratrici del sesso] e sionisti sono pregati di astenersi». Un annuncio per una stanza in affitto a Portslade, a Brighton e Hove, specificava che i proprietari «vanno d’accordo con quasi tutti, tranne che con i transfobici o i sionisti».
Un altro annuncio per una stanza a Stockport specificava che chi voleva affittarla doveva essere «amico della comunità Lgbtq+ e non avere problemi a convivere con un gatto». L’annuncio si concludeva con la frase: «Per finire, niente elettori conservatori o di Reform Uk». Numerosi annunci pubblicitari escludono apertamente le persone con idee di destra, con la formula «niente Tories o elettori di Reform Uk», e uno di questi dichiara che la sua casa è «aperta a tutti i generi, orientamenti sessuali, nazionalità, razze e credenze», ma che i Tories non sono i benvenuti.
«Questi spot sono palesemente razzisti»
Le proteste contro questo genere di inserzioni non si sono fatte attendere. Suella Braverman, portavoce di Reform Uk per le pari opportunità, ha definito gli spot pubblicitari «palesemente razzisti»: «Queste pubblicità palesemente razziste smascherano la losca ipocrisia della cosiddetta sinistra “tollerante”. Pur dichiarandosi paladini dell’inclusione e dell’uguaglianza, i simpatizzanti della sinistra appoggiano apertamente la discriminazione basata su genere, sessualità, credo politico e religione». Robert Jenrick, portavoce Reform Uk per i temi economici, ha dichiarato: «Queste pubblicità sono disgustose e antibritanniche. Ogni forma di razzismo è inaccettabile e nessun gruppo religioso dovrebbe ottenere un’esenzione speciale per discriminare».
Michael Ellis, avvocato dello studio legale Wilsons Solicitors, afferma che «un annuncio che propone di affittare un immobile a una persona esclusivamente di una determinata fede religiosa è chiaramente discriminatorio e costituirebbe una violazione dell’Equality Act del 2010». Un portavoce di Gumtree ha dichiarato: «Gumtree ha politiche chiare che vietano la discriminazione illegale e prendiamo molto sul serio le segnalazioni di annunci inappropriati».
Che cosa dicono le leggi
Ma è vero che questi annunci intolleranti violano la legge? Non in tutti i casi. Infatti il Telegraph scrive prudentemente che «è probabile che gli annunci pubblicitari violino l’Equality Act, che vieta la discriminazione basata su religione o credo, razza e altre caratteristiche protette». Probabile ma non certo, se non per alcune fattispecie. Condizionare l’affitto di un appartamento alla presenza o assenza di caratteristiche razziali, politiche, religiose e/o sessuali costituisce certamente una violazione dell’Equality Act, che proibisce questo genere di discriminazioni. Ma le cose cambiano se si offre solo una stanza a un pensionante e si condividono con lui alcuni servizi (cucina, bagno), oppure se si cercano compagni di appartamento per condividere le spese di un affitto. In questi casi si possono manifestare, fino a un certo punto, preferenze ed esigenze soggettive senza violare alcuna legge.
Spiega un portavoce di SpareRoom che chi cerca un coinquilino o un pensionante «può esprimere determinate preferenze riguardo a chi vivrà con loro, cosa che i proprietari di casa non possono fare. Tuttavia noi chiediamo ai coinquilini di scrivere i loro annunci in modo chiaro e rispettoso e chiediamo a tutti di evitare l’uso di un linguaggio escludente. Mentre è lecito scrivere: “Preferisco una donna perché gli altri coinquilini sono donne”, non è accettabile dire: “Non sono ammessi uomini”».
Una difesa simile viene avanzata anche da Gumtree. Dice un loro portavoce: «Gumtree ha politiche chiare che vietano la discriminazione illegale e prendiamo molto seriamente le segnalazioni di annunci inappropriati. Gli annunci in questione [quelli evidenziati dal Daily Telegraph] sembrano riguardare stanze private all’interno di case condivise, dove gli occupanti esistenti possono esprimere preferenze su coloro con cui condividerebbero l’alloggio. Questo è diverso dall’affitto di un’intera proprietà, che è soggetto a norme più severe ai sensi dell’Equality Act».
Punibili o no dalla legge, le idiosincrasie, i pregiudizi, il settarismo che trapelano dagli annunci per chi cerca casa in Inghilterra sono il termometro della radicalizzazione ideologica che pervade la società e della sua frammentazione in comunità chiuse.
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