All’aeroporto di Caracas ora si paga anche per respirare l’aria (15 euro). Economia del Venezuela al collasso

Aumentano inflazione e povertà mentre i beni di prima necessità sono sempre più introvabili. La colpa, neanche a dirlo, è della gestione Maduro

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Ora in Venezuela bisogna pagare anche per l’aria che si respira. Succede all’aeroporto internazionale di Caracas Maiquetia, dove è appena stato installato un nuovo sistema di condizionamento che depura l’aria e «protegge la salute dei viaggiatori». Per questo, secondo la Bbc, il ministero dell’Acqua e del trasporto aereo ha diramato un comunicato stampa in cui informa che tutti i viaggiatori dovranno pagare una tassa pari a 127 bolivares (15 euro circa).

MANCANO PANE E CARTA IGIENICA. Questa misura può far sorridere gli europei, ma di sicuro i venezuelani non ridono. Come già scritto su Tempi nell’ultimo reportage da Caracas, l’economia del paese è al collasso, nonostante il sottosuolo sia ricchissimo di petrolio. Dopo un anno di presidenza Maduro l’inflazione ha toccato il 56,7 per cento, la più alta del mondo, e quest’anno dovrebbe peggiorare ancora. L’indice di penuria di molti beni di prima necessità è salito al 30 per cento e molto spesso mancano latte, pane, zucchero, caffè, farina di mais, carne bovina, carta igienica.

POVERTÀ IN AUMENTO. Le lunghe file che si creano davanti ai supermercati statali ogni volta che si sparge la voce che un nuovo prodotto è stato depositato sui banconi dicono dell’aumento del tasso di povertà nel paese: secondo l’Istituto nazionale di statistica la povertà relativa è passata dal 21,2 per cento del 2012 al 27,3 e quella assoluta dal 7,1 al 9,8 per cento. In un paese dove il salario minimo è fissato in 4.200 bolivares mensili, il costo del paniere dei prodotti alimentari di base ammonta a 10.444 bolivares.

COLPA DI MADURO. I venezuelani non sono d’accordo sulle cause di questo peggioramento. C’è chi ascolta la propaganda governativa e accusa l’opposizione di far salire i prezzi con le proteste e gli imprenditori di investire nella finanza invece che importare beni, e c’è chi incolpa il governo. Questi ultimi lo accusano di non concedere i dollari necessari alle imprese per importare le merci, essendoseli intascati tutti, e di aver abbassato così tanto i prezzi che produrre diventa impossibile. Inutile specificare chi ha ragione.

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