La strampalata indagine di Milano, il giustizialismo grillino, il caso Almasri e le dimissioni di Occhiuto. Rassegna ragionata dal web
Sul Sussidiario Niccolò Magnani scrive: «Dopo gli interrogatori avvenuti lo scorso 23 luglio, i sei indagati del filone principale non hanno soddisfatto appieno le attese dei procuratori e per questo sono stati di fatto tutti mandati in custodia cautelare, tra domiciliari e penitenziario: restano “solo” le accuse di corruzione e falso, su cui però si permea l’intero sistema di sospetti sull’agire dell’ultima giunta Sala in ambito edilizio. Al sindaco di Milano resta l’imputazione di false dichiarazioni, ma per lui e per Boeri comunque non era stato richiesto alcun arresto. Altra accusa stralciata è quella di corruzione per l’architetto Marinoni: "l’impianto accusatorio sussiste di gravi indizi di colpevolezza", scrive in una nota il Tribunale di Milano commentando le decisioni del gip Fiorentini».
L’indagine giudiziaria sugli scandali urbanistici milanesi appare sempre più strampalata. Certamente vengono messi in evidenza i limiti di un sindaco per tanti versi senza qualità, senza vera...
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