«Aboliamo il valore legale del titolo di studio, ma non online»

Il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ha promosso sul sito del ministero una consultazione online sull’abolizione del valore legale del titolo di studio. Quindici domande per dire se si è d’accordo o meno e proporre la propria opinione. Sarà una valida iniziativa? Tempi.it lo ha chiesto a Valentina Aprea, assessore all’Istruzione della Lombardia.

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Il Ministero dell’Università e della ricerca ha proposto una consultazione online sull’abolizione del valore legale del titolo di studio. Attraverso quindici domande, chiunque sia interessato può dire la sua sulle modifiche che attuerebbe all’odierna condizione della laurea o obiettare sulla possibile manovra. Tempi.it ha discusso con Valentina Aprea, assessore all’Istruzione della Lombardia.

Cosa ne pensa della ridiscussione del valore legale del titolo di studio?
Credo che i tempi siano più che maturi per tentare ben più di una consultazione. L’Anvur, Agenzia nazionale di valutazione, in breve tempo riuscirà non soltanto ad accreditare le università che operano sul territorio nazionale, ma anche a valutarle con criteri oggettivi riguardo l’efficacia dei loro corsi di laurea. A questo punto, credo si potrebbe fare qualche passo in più verso l’abolizione. In ogni caso, ritengo sia molto più importante concentrarsi sulle competenze in uscita dei laureati in relazione ai corsi di studio frequentati, che limitarsi a considerare il voto complessivo dell’esame di laurea.

Una consultazione online può essere uno strumento utile per sondare l’opinione comune?
Penso sia inadeguato. Cosa sarebbe successo se il governo avesse proposto una consultazione online per stabilire i criteri di restaurazione dell’articolo 18? Non si sarebbe fatta alcuna riforma del mercato del lavoro. Di fronte alla richiesta di un’opinione sull’abolizione del valore legale del titolo di studio, è facile che prevalgano i no. Se, invece, si studia un concorso di legge che mette insieme l’accreditamento, la valutazione, le competenze in uscita, le reali capacità degli studenti laureati, la situazione cambia. 

L’abolizione del valore legale del titolo di studio può velocizzare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro?
Certamente sì, ma solo se si cambia il sistema di valutazione delle competenze. Per ora abbiamo valutato i titoli, adesso bisogna capire cosa ci sia “dentro” quei titoli. Dobbiamo accertare che esistono delle competenze, e promuovere il merito attraverso apprendistati professionalizzanti, tirocini formativi, stage all’estero. Allora sì, la situazione potrebbe migliorare.
twitter: @DanieleCiacci

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