A Roma la festa della vita. In Olanda l’eutanasia per bambini malati

Mentre il Papa festeggia la sacralità della vita, ad Amsterdam i medici propongono di estendere la dolce morte ai bambini affetti da malattie o malformazioni mortali. E il Belgio li segue a ruota

Mentre a Roma si festeggia insieme a papa Francesco la grande giornata dellEvangelium vitae (15-16 giugno), un momento per ricordare e testimoniare il valore sacro della vita, in Olanda, dove l’eutanasia è autorizzata per legge da una dozzina d’anni, un’associazione di medici ha proposto un nuovo regolamento grazie al quale la morte assistita può essere applicata anche a minori affetti da malattie o malformazioni mortali. Quanti? Almeno trecento all’anno secondo i calcoli dell’associazione.
Il concetto espresso dai medici olandesi è semplice: meglio fare morire, piuttosto che far soffrire. Proprio come si fa con gli animali ammalati, una puntura e via. Un modo come un altro per annientare la speranza, in certe situazione l’unico motore della vita, soprattutto per i ragazzi. Ma l’associazione di Amsterdam si difende spiegando che la loro proposta serve a «limitare la sofferenza dei pazienti e dei loro genitori, in quanto molto spesso i bambini condannati impiegano tempi lunghi per spegnersi».

E l’Olanda non è l’unico paese che spinge in questa direzione. In Belgio, dove dal 2002 è in vigore una legge che disciplina l’eutanasia, si sta già discutendo un nuovo progetto di legge che prevede di estendere la cosiddetta morte dolce ai minori, ragazzi e ragazze in condizioni terminali giudicati in grado di «decidere ragionevolmente dei propri interessi». E il tour europeo della morte non può che terminare in Svizzera, dove è previsto il suicidio assistito, praticato fuori dalle istituzioni mediche statali che accettano richieste indipendentemente dalla nazionalità del richiedente.