A me della Chiesa piace tutto

Facendo parte di questo popolo ne conosco gli errori, ma anche le virtù. È una truppa guidata da un astuto Comandante supremo

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Confesso che per un momento ho creduto di trovare in un intervento del cardinale Raymond Leo Burke il “bandolo della matassa”, cioè il bersaglio cui mirare per avviare la “mobilitazione” alla conquista della libertà di educazione. Adesso però mi vergogno. Sentite cosa dice l’eminenza: «Il termine migliore per descrivere lo stato attuale della Chiesa è confusione, che ha la sua origine nel mancato rispetto della verità».

“Siamo a posto” avrebbe esclamato mio nonno con ironia. Non so quale angioletto mi abbia salvato dall’abboccare ad un avvio di polemica disastrosa. Eh no, cara eminenza… rispettiamola davvero la Verità. La Santa Chiesa non si tocca! Quando dice che «è per amore di Nostro Signore e della sua presenza viva con noi nella Chiesa che lottiamo per la verità e per la luce» vuole forse una medaglia? Non le riesce proprio di sottoscrivere che «siamo servi inutili» (Lc. 17,10) dal momento che è stato il buon Gesù a lottare e morire per la Verità? Provi a riflettere che proprio lui, scegliendo Pietro, non ha fatto lo “schizzinoso”, si è solo premurato di collocare il tutto sotto la tutela e la responsabilità dello Spirito Santo. Ha qualcosa da eccepire?

A me della Chiesa piace tutto perché sono stato aiutato a capire che è il popolo (un po’ protagonista, un po’ spettatore) da Lui “inventato” per sfidare qui sulla terra il maligno. Essendo, come lei, uno di questo popolo ne conosco le miserie, le tentazioni e gli errori, ma vuoi mettere la soddisfazione di combattere in una truppa il cui Comandante supremo ha come tattica il prendersi gioco del nemico? (Lc.1,46-55).

Piuttosto ascoltiamo il cardinale Camillo Ruini che, riferendosi a quello che si chiamava “Progetto Culturale” (1994/2013), coraggiosamente, diceva: «Poi si è spento perché la Cei non se ne è più interessata… senza il supporto vero della Cei si è afflosciato. E questo, secondo me, è stato un danno molto grave». Sentito? Non nella Chiesa, ma negli “uomini di Chiesa”, negli organigrammi cui Lei appartiene, eminenza Burke, ci sono travicelli invece di… Un momento Villa! Giusto! Nello scorso agosto, con una decisione silenziosa e quasi fugace, diciamo pure dal sapore evangelico, la Cei sosteneva diecimila alunni delle scuola paritarie con un cospicuo sussidio, anzi quasi preoccupata di non offendere. Deve essere stata pensata da qualche prelato che ama davvero la “scuola libera”. Ripetessero il gesto (che a noi ha salvato il bilancio) dicano anche perché lo fanno! Potrebbe essere, sportivamente parlando, una “spinta al bob”, non per la discesa ma per avviarsi a un traguardo.

Foto Ansa