Non ci sono prove che i ragazzini coinvolti nelle violenze milanesi siano stati manovrati dall’esterno. Eppure una “chiamata” c’è stata. E ha trovato una platea di giovanissimi pronti a rispondere
Un negozio preso d’assalto da un gruppo di ragazzini in via Torino, Milano, 18 ottobre 18 2026 (foto Ansa)
Halloween è arrivato in anticipo. I fantasmi erano incappucciati e vestiti di nero. Alcuni, finita la devastazione, sono stati recuperati dai genitori in commissariato. Non hanno bussato alle porte per una manciata di caramelle: hanno sfondato vetrine, arraffato, distrutto. Scene horror, sì, ma soprattutto un horror vacui.
E, forse, proprio la raffica di commenti e interpretazioni piovuti da ogni fronte tradisce il vuoto che abbiamo sentito sotto i piedi, l’impressione che qualcosa di grosso ci sfugga.
Da Milano a Bologna, da Torino a Parigi, Rouen, Strasburgo, le immagini degli scontri e dei saccheggi mostrano un filo rosso: la smania della merce, l’eccitazione del caos di massa, il piacere di essere anonimi e, nello stesso tempo, di diventare protagonisti di un video. Colpisce la prontezza con cui tanti ragazzini hanno risposto a un appello.
Proprio loro, quei tredicenni e quattordicenni di cui gli adulti lamentano l’indifferenza, il disinteresse, l’impermeabilità alle proposte della...
Contenuto riservato agli abbonati
Light
Il quotidiano online per i nuovi abbonati
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo