Lo sboom dell’Ai sui mercati è dietro l’angolo. E a rischiare grosso non sono solo investitori asiatici e big tech Usa, ma anche i paesi a forte debito. Numeri e scenari
Foto Ansa
Non è nemmeno una questione di “se”, dicono i più, ma di “quando”. Perché un redde rationem in Borsa, riguardo gli investimenti in intelligenza artificiale, è pronosticato praticamente da tutti gli addetti ai lavori. Certo, la “correzione” (cioè una pioggia di vendite dei titoli legati all’Ai) potrà essere più o meno severa, ed è quello che farà la differenza tra un (quasi) dimenticabile Venerdì Nero e un crollo epocale, di quelli che accadono una sola volta in una generazione.
Numeri da spavento (ma non sarà la fine)
Le cifre che circolano, e che preoccupano non poco gli investitori, sono enormi. Stando alle stime di un rapporto della società di ricerca e consulenza globale Gartner, reso noto la scorsa settimana, i proprietari di data center dovranno generare un fatturato cumulativo di 8.500 miliardi di dollari entro la fine del decennio per giustificare i propri investimenti. Tuttavia, la società prevede che non più di 3.600 miliardi di dollari di fatturato derivante dall’intelligenz...
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