Il processo Eni, l’urbanistica a Milano, l’inchiesta su Tod’s, il sospetto timing dell’indagine su Mps-Mediobanca e la labile differenza tra operatori di giustizia e giustizieri. Rassegna ragionata dal web
Foto Ansa
Su Rai News si scrive:
«La Corte d’appello di Brescia, presieduta da Anna Dallalibera, ha confermato la condanna di primo grado a otto mesi per rifiuto d’atti di ufficio nei confronti dei due pm di Milano, Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro. Secondo l’accusa di primo grado i due magistrati non hanno depositato atti favorevoli alle difese nel procedimento Eni-Nigeria, concluso con l’assoluzione di tutti gli imputati».
Sono passati 33 anni da quando la procura di Milano ha sfasciato l’Italia. Oggi per fortuna ci sono giudici saggi e competenti che hanno impedito che si disgregasse quel gioiello dell’industria pubblica italiana che è l’Eni.
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Su Sky Tg24 si scrive:
«La sesta sezione penale della Suprema Corte, in sostanza, ha dichiarato “inammissibile” il ricorso della procura milanese, confermando così la revoca delle ordinanze d’arresto, decisa dal Riesame, per Catella, per Scandurra e per Bezziccheri. Il sostituto pg di Cassazione, Cristina Marzagalli, aveva chiest...
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