Il centrodestra estende alle medie il divieto di attivisti esterni in classe. E prevede il consenso informato dei genitori per le superiori. La sinistra parla di «medioevo». Ma non è coi drag show che si prevengono i femminicidi
Elly Schlein e Alessandro Zan al Milano Pride, 24 giugno 2023 (foto Ansa)
Se vieti l’educazione sessuale a scuola crescono i femminicidi. È il succo del ragionamento di Elly Schlein che l’altro giorno s’è indignata: «Sapete cosa ha fatto la destra? Ha pensato bene di vietare l’educazione sessuale e affettiva alle scuole primarie e medie. È il contrario di quello che servirebbe fare, la repressione non basta se non c’è un lavoro di prevenzione a partire dalle scuole. Proprio ieri [mercoledì 15 ottobre, ndr] c’è stato l’ennesimo brutale femminicidio, quello di Pamela Genini. La politica deve fare molto di più…».
Complimenti per il ragionamento. Ovviamente, l’emendamento della deputata leghista Giorgia Latini al ddl sul consenso informato in materia di educazione sessuale non prevede questo. Estende quel che era già previsto dal ddl Valditara (il divieto per gli esperti esterni di trattare tematiche sessuali nella scuola dell’infanzia e primaria) anche alle scuole medie. E prevede per quelli delle superiori il consenso informato delle famiglie.
Cosa c’è di sbag...
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