Se Musk&Co. sono un pericolo per la democrazia, che dire della Cina? L’Europa non può pensare di rispondere ai colossi del tech solo con norme, codici e sanzioni
Manifestazione di protesta contro Elon Musk, Washington, DC, Stati Uniti, 10 febbraio 2025 (foto Ansa)
«Figure di neo-feudatari del Terzo millennio, novelli corsari a cui attribuire patenti, aspirano a vedersi affidare signorie nella dimensione pubblica, per gestire parti dei beni comuni rappresentati dal cyberspazio nonché dallo spazio extra-atmosferico, quasi usurpatori delle sovranità democratiche». A parlare così non è il William Gibson di Neuromante o il Bruce Sterling di Isole nella Rete, ma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, dal palco dell’Università francese di Aix-Marseille dove si trovava per ricevere il titolo di Dottore honoris causa, ha attaccato i nuovi poteri egemoni.
Quei poteri che si vanno assommando e assembrando alle spalle del presidente Trump e che sembrano coagularsi in una Lega Anseatica cyberpunk capace di proiettare la propria ombra sulla nuova corsa all’oro dei grandi spazi, virtuali e cosmici: corsari, appunto, e non più pirati, proprio come quelli a cui la regina Elisabetta I d’Inghilterra concesse patenti di corsa per dominare e governare...
Contenuto riservato agli abbonati
Light
Il quotidiano online per i nuovi abbonati
Digitale
Il quotidiano online + il mensile digitale
Full
Il quotidiano online + il mensile digitale e cartaceo