11 settembre: tutte le tesi complottiste e le versioni ufficiali

Perché gli aerei dirottati non sono stati intercettati, perché le Torri Gemelle sono crollate così velocemente, come ha fatto un aereo guidato da un dilettante ad arrivare indisturbato fino al Pentagono, dove è finito l’aereo United Airlines 93 e perché l’Edificio 7 del World Trade Center è crollato pur non essendo stato colpito? Tutte le risposte ufficiali

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Dieci anni dopo gli attacchi dell’11 settembre, i proclami di Osama Bin Laden e Ayman al Zawahiri sulla vicenda e le inchieste ufficiali sull’accaduto, la maggioranza dei musulmani ancora non crede che quegli attentati siano stati compiuti da arabi. Tre egiziani e tre turchi su quattro, due palestinesi e due giordani su tre, e ben più della metà dei pakistani, degli indonesiani e dei libanesi respingono l’idea che a distruggere le Twin Towers sia stata l’organizzazione di Osama Bin Laden  Ma anche in Occidente i sondaggi rivelano opinioni sorprendenti: nel Regno Unito e negli stessi Stati Uniti il 15 per cento degli interpellati si dice convinto che dietro i più sanguinosi attentati di questo secolo non ci sia Al Qaeda, ma niente meno che il governo americano. In un sondaggio di tre anni fa esprimevano la stessa opinione il 23 per cento dei tedeschi e il 15 per cento degli italiani e dei russi.

Non c’è da sorprendersi, perciò, che a un decennio dall’eccidio continuino a fiorire le teorie cospiratorie sui come e sui perché degli attacchi dell’11 settembre. Dal libro di Thierry Messyan L’incredibile menzogna. Nessun aereo è caduto sul Pentagono, apparso all’indomani della tragedia, all’opera collettiva a cura di Giulietto Chiesa e Gore Vidal Zero. Perché la versione ufficiale sull’11/9 è un falso, di cui esiste anche la versione filmica, passando per i testi a ripetizione dello “specialista” David R. Griffin, tutti gli eventi topici della giornata che cambiò la storia del mondo sono stati interpretati come tasselli di un complotto americano per gettare la colpa sugli arabi e scatenare guerre motivate dalla sete di denaro, petrolio e potere. Parallelamente, negli anni sono nati centri studi, riviste e siti internet specializzati nella demolizione delle tesi complottiste, come il Journal of Debunking 9/11 Conspiracy Theories e in Italia la sezione dedicata del sito dell’esperto informatico e “cacciatore di bufale” Paolo Attivissimo (undicisettembre.blogspot.com).

Un prezioso riassunto delle tesi cospirazioniste e delle spiegazioni ufficiali di quanto è accaduto negli Usa l’11 settembre del 2001 si trova sul sito internet della Bbc, nello spazio del cosiddetto News Magazine (http://www.bbc.co.uk/news/magazine-14665953). Vengono messe a confronto le risposte che alle principali domande sull’accaduto forniscono i sostenitori della cospirazione e le spiegazioni contenute nelle principali inchieste: quelle della National Commission on Terrorist Attacks Upon the United States, meglio nota come 9/11 Commission, e del National Institute of Standards and Technology. Il sito di Paolo Attivissimo ha riproposto il testo in una traduzione italiana che rilanciamo integralmente:

1) La mancata intercettazione degli aerei dirottati

La domanda: Perché l’aviazione militare più potente del mondo non riuscì a intercettare nessuno dei quattro aerei dirottati?
Secondo i sostenitori delle tesi alternative: L’allora vicepresidente statunitense Dick Cheney ordinò ai militari di non intervenire e di non intercettare gli aerei.
Secondo i rapporti ufficiali: Fu un dirottamento multiplo estremamente insolito, con violenza a bordo e nel quale il transponder, che identifica l’aereo, fu spento o cambiato.

Inoltre quel giorno presso il comando della difesa aerea statunitense era in corso un’esercitazione di routine. Il controllore di volo Colin Scoggins rimase in continuo contatto con i militari e non vide alcuna mancanza di risposta. Ci furono confusione e carenza di comunicazione fra il sistema civile di controllo del traffico aereo (FAA) e i militari. Le attrezzature dei militari erano inoltre obsolete e progettate per guardare verso l’oceano per gestire una minaccia da Guerra Fredda.

2) Il crollo delle Torri Gemelle

La domanda: Perché le Torri Gemelle crollarono così rapidamente, entro il proprio perimetro, dopo incendi su pochi piani che durarono solo un’ora o due?
Secondo i sostenitori delle tesi alternative: Le Torri Gemelle furono distrutte da demolizioni controllate. Le tesi riguardano il collasso rapido (circa 10 secondi), gli incendi di durata relativamente breve (56 minuti nel WTC2 o 102 minuti nel WTC 1), i resoconti di rumori di esplosioni poco prima del crollo e le violente esplosioni visibili in alcune finestre molti piani al di sotto del crollo.
Secondo i rapporti ufficiali: Un’ampia indagine del National Institute of Standards and Technology ha concluso che gli aerei tranciarono e danneggiarono delle colonne portanti e asportarono l’isolamento antincendio.

Circa 43.000 litri di carburante d’aereo furono riversati su numerosi piani, innescando ampi incendi. Le temperature, fino a 1000 °C, causarono l’imbarcamento dei solai e la flessione delle colonne perimetrali, producendo i rumori di esplosioni. L’enorme peso dei solai cadde, creando un carico dinamico ampiamente superiore alla capacità di carico progettuali delle colonne. Le macerie furono spinte fuori attraverso le finestre man mano che i piani soprastanti collassavano. Le demolizioni controllate si effettuano quasi sempre partendo dai piani inferiori e procedendo verso l’alto, ma questo crollo iniziò in alto. Non sono mai state trovate prove di cariche esplosive, nonostante le accurate ricerche manuali, e non ci sono prove dei tagli preliminari delle colonne o delle pareti che si effettuano normalmente in una demolizione controllata.

3) L’attacco al Pentagono

La domanda: Come è possibile che un pilota dilettante sia riuscito a far fare a un aereo di linea una manovra complicata e a farlo schiantare contro il quartier generale delle forze armate più potenti del mondo, 78 minuti dopo la prima segnalazione di un possibile dirottamento, senza lasciare tracce?
Secondo i sostenitori delle tesi alternative: L’edificio non fu colpito da un Boeing 757 commerciale ma fu usato invece un missile, un piccolo aereo o un velivolo senza pilota. Ma poiché le prove hanno progressivamente dimostrato che il volo 757 della American Airlines colpì effettivamente l’edificio, l’attenzione si è spostata sui dubbi intorno alla difficile manovra di avvicinamento. Si sostiene che ai comandi non ci fosse al Qaeda, ma il Pentagono stesso.
Secondo i rapporti ufficiali:
Sul luogo furono recuperati e catalogati dal’FBI rottami d’aereo, comprese le scatole nere.

Anche se i primi video non mostravano molti rottami, ci sono molte riprese e fotografie che mostrano rottami d’aereo e prove della traiettoria di volo, come i lampioni spezzati. I resti dell’equipaggio e dei passeggeri sull’aereo furono ritrovati e identificati positivamente tramite il DNA. Inoltre dei testimoni videro l’aereo colpire il Pentagono.

4) Il quarto aereo: il volo United Airlines 93

La domanda: Perché il sito dello schianto a Shanksville, in Pennsylvania, era così piccolo, e perché non si vedevano rottami d’aereo?
Secondo i sostenitori delle tesi alternative: Il volo United Airlines 93 fu abbattuto da un missile e si disintegrò in volo, disperdendo i rottami su un’area vasta.
Secondo i rapporti ufficiali: Ci sono fotografie nitide che mostrano rottami d’aereo e il registratore delle conversazioni in cabina (cockpit voice recorder), che dimostrò che c’era stata una rivolta dei passeggeri e che i dirottatori avevano intenzionalmente fatto precipitare l’aereo.

Le tesi iniziali secondo le quali dei rottami pesanti erano sparsi a molti chilometri dal sito d’impatto principale risultarono false. In realtà il vento aveva trasportato frammenti leggeri, come carta e isolamento, per circa due chilometri. Un’altra teoria si basava su un’errata citazione del coroner locale, Wally Miller, che disse che smise di fare il coroner dopo circa 20 minuti perché non c’erano cadaveri. Ma disse anche che si rese conto ben presto che si trattava di un incidente aereo che sarebbe stato necessario un servizio funebre di grandi proporzioni per le numerose vittime. Inoltre i militari non diedero mai ordini all’aviazione di abbattere l’aereo di linea.

5. Il crollo dell’Edificio 7 del World Trade Center

La domanda: Come è possibile che un grattacielo, che non era stato colpito da un aereo, sia crollato così rapidamente e simmetricamente quando nessun altro grattacielo in acciaio è mai crollato per incendio?
Secondo i sostenitori delle tesi alternative: L’Edificio 7 del World Trade Center fu distrutto da una demolizione controllata usando sia esplosivi sia sostanze incendiarie. Inizialmente l’attenzione si concentrò sulla frase “pull it” usata dal proprietario, Larry Silverstein, in un’intervista televisiva. Ma in realtà si riferiva al ritiro dei vigili del fuoco (gli esperti di demolizione non usano il termine “pull it” come gergo per l’innescare esplosivi). Ora l’attenzione si è spostata sulla velocità del crollo, che raggiunse quasi la caduta libera per 2,25 secondi. Si sostiene che solo degli esplosivi potevano farlo crollare così rapidamente e simmetricamente. Alcuni scienziati, scettici nei confronti del resoconto ufficiale, hanno esaminato quattro campioni di polvere da Ground Zero e hanno affermato di aver trovato materiale termitico che reagisce violentemente quando viene riscaldato. Sostengono che tonnellate di termite ed esplosivi convenzionali furono predisposti all’interno non solo del WTC7 ma anche delle Torri Gemelle.
Secondo i rapporti ufficiali: Un’ indagine del National Institute of Standards and Technology, durata tre anni, ha concluso che l’edificio crollò a causa degli incendi incontrollati, innescati dal crollo della vicina Torre Nord, che bruciarono per sette ore.

L’alimentazione primaria dell’acqua del sistema antincendio a pioggia era stata tranciata. Non sono mai state trovate prove di cariche esplosive e non ci sono registrazioni della serie di esplosioni molto rumorose che ci si sarebbe aspettati in una demolizione controllata. Inoltre esiste una spiegazione alternativa per il “materiale termitico” trovato nella polvere dagli scienziati scettici: è semplicemente un tipo di vernice di fondo. Si calcola che al World Trade Center si polverizzarono un milione e duecentomila tonnellate di materiali da costruzione, e nella polvere sono presenti quasi tutti i minerali (non necessariamente in grandi quantità). Un campionamento più ampio della polvere non ha rilevato prove di termite o esplosivi, secondo un rapporto dello US Geological Survey a un altro della RJ Lee.

Il dibattito è destinato a durare per l’eternità, dal momento che il cospirazionismo non nasce da esigenze di verità, ma da un pregiudizio ideologico e dallo spirito di militanza politica di chi vuole nuocere alla parte avversa. La tecnica dei cospirazionisti consiste nel gettare il sospetto su un singolo elemento di una vasta ricostruzione degli avvenimenti e nell’attirare l’attenzione generale su quel dettaglio per inficiare tutta la ricostruzione. È il caso della patente di una delle assistenti del volo United 93 (che secondo i cospirazionisti sarebbe stato abbattuto dall’aviazione militare o da un missile), ritrovata insieme ad altre centinaia di reperti e utilizzata come prova nel processo. È stata indicata come contraffatta per la discrepanza fra una data della tessera e la presenza del cognome del marito sposato in seconde nozze, e perciò prova della falsità dell’intero processo. Anche se la discrepanza è stata successivamente chiarita, per mesi le discussioni hanno gettato ombre sulla versione ufficiale e infine lasciato su internet scie che dureranno anni. Una seconda caratteristica delle teorie cospirazioniste è quella di spostarsi rapidamente da un’argomentazione a un’altra, non appena la prima è stata smontata. Scrive Mike Rudin, l’autore del programma The Conspiracy Files della Bbc: «Le teorie evolvono continuamente. Quando si accumulano le prove che gettano il dubbio su di una teoria, raramente si sente ammettere che la teoria doveva essere sbagliata. Invece l’attenzione si sposta sull’ultima “domanda senza risposte”».

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